Treccani e gli italianismi più diffusi al mondo, al top pizzaiuolo

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Pizzaiuolo è la parola italiana più conosciuta all'estero, seguita da espresso e moka, tramezzino, jeans. Ma tra gli italianismi più diffusi al mondo figurano anche carpaccio, italic, stucco, soprano e falsetto, come racconta Onde - Parole italiane in viaggio, il progetto della Fondazione Treccani Cultura realizzato in accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, in programma dal 19 al 25 ottobre 2026. Dalla pizza al caffè, passando per il tramezzino, la cucina primeggia tra gli italianismi più diffusi al mondo, con la sorpresa tra i primi cinque anche dei jeans, termine di origine italiana. Parole entrate stabilmente nel vocabolario di altre lingue, portando con sé storie di tradizioni, invenzioni e scoperte raccontate da Onde - Parole italiane in viaggio, il progetto della Fondazione Treccani Cultura realizzato in accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo 2026, dedicata al tema «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l'italiano», i cui contenuti saranno disponibili gratuitamente per tutti gli Istituti Italiani di Cultura nel Mondo. Primo in classifica è pizzaiuolo, «l'artigiano che prepara la pizza napoletana secondo gesti codificati e tramandati». La parola, nella sua forma napoletana tradizionale, è diventata celebre anche grazie all'UNESCO, che nel 2017 ha iscritto l'«Art of Neapolitan Pizzaiuolo» nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Secondo e terzo posto per espresso e moka. Il primo, già in uso a Napoli nel 1912, indica il «caffè preparato al momento, facendo passare acqua calda sotto pressione attraverso la polvere macinata». La moka è invece la «caffettiera a pressione dalla caratteristica forma ottagonale», ideata da Alfonso Bialetti nel 1933. Il nome deriva da Mokha, il porto yemenita da cui partivano i carichi di caffè. Quarta posizione per tramezzino, il «panino triangolare di pane morbido senza crosta, con farcitura», nato nel 1925 al Caffè Mulassano di Torino, dove Angela Demichelis reinventò il sandwich con ingredienti italiani. Il termine, tradizionalmente attribuito a Gabriele d'Annunzio, deriva da tramezzo, «ciò che sta in mezzo», con riferimento sia alla farcitura racchiusa tra due fette di pane sia allo spuntino consumato tra un pasto e l'altro. Al quinto posto jeans, parola che pochi associano all'Italia ma che deriva da Gênes, nome francese di Genova, porto da cui veniva esportato un robusto tessuto di cotone, utilizzato già nel 1860 per i pantaloni indossati da Garibaldi e dai Mille, oggi conservati al Museo Centrale del Risorgimento. Dall'espressione bleu de Gênes, «blu di Genova», sarebbero nati i blue jeans, poi diventati celebri in tutto il mondo. Tra il quinto e il decimo posto risultano carpaccio, italic, stucco, soprano e falsetto. (ANSA).
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