Amateur, a Londra la svolta rock di Cesare Cremonini

'Un nuovo esordio, non sono più legato al passato. La musica è karma che resta oltre me'

(di Alessandro Logroscino) (ANSA) - LONDRA, 21 OTT - "Londra era necessaria". Cesare Cremonini introduce con questo proclama la giornata di presentazione del suo nuovo album 'Amateur', con 'One Night in London', serata-evento ospitata sulle tavole dell'O2 Shepherd's Bush Empire, a ovest della capitale britannica: palco storico, dove in passato si esibirono fra i tanti i Rolling Stones, gli Who o David Bowie, per un disco animato dal desiderio di una svolta in chiave rock dopo 27 anni di carriera. Un lavoro - registrato in parte nell'iconico Studio 13 londinese di Damon Albarn, in parte a Bologna - che "è nato e ha preso forma in questa città in cui io non sono nessuno", riconosce il 46enne artista emiliano. E che si caratterizza per la forte dimensione strumentale. Oltre che per il rifiuto dell'uso "omologante" dell'Intelligenza artificiale e per il disinteresse dichiarato verso la dittatura "dell'algoritmo". Con al centro "il suono". "Credo nel karma della musica, di una musica intesa come una porta, non come uno specchio, e che resti oltre me stesso", il manifesto di un Cremonini maturo. Esplicito nel rivendicare in versi "il ko" del proprio ego e soprattutto nel non sentirsi "più legato al passato": a una storia "bombastica" - pur non rinnegata - iniziata a fine anni '90 con il successo del Cesare dei Lunapop, proseguita nei 2000 in veste di pioniere della sensibilità indie fra i cantautori italiani e suggellata infine dell'etichetta di popstar da stadi. Qualcosa che ora resta dentro come una traccia di "bellissimi errori che mi hanno portato fino a qui", a offrire un'idea di musica che mira a "liberare", riflette Cremonini. Non senza esorcizzare la prospettiva del "fallimento" per un disco in certo modo "eversivo", estraneo alle pulsioni del mercato e che potrebbe "non essere capito dal pubblico", ripete fra il serio e il faceto. Orizzonte che lo show di Londra, mecca del rock, ma anche luogo di residenza di una platea di connazionali degna di una media città italiana, sembra in effetti allontanare; almeno a giudicare dall'entusiasmo riservato all'ascolto in anteprima degli 11 brani che compongono l'album. Sul palco, a dare manforte a Cesare, salgono intanto Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane: il rapper sardo canta 'Amateur', canzone che dà il titolo all'album nel nome di un richiamo alla passione che ha inteso ispirarlo; Fibra entra con una sua strofa nella parte strumentale di 'Paparazzi' e dà al brano una forma nuova rispetto al singolo già pubblicato; mentre Ayane - ex partner sentimentale con cui Cremonini non ha mai interrotto il dialogo - duetta con lui 16 anni dopo in 'Cose molto piccole'. In 'Disturbo mentale' (dedicato senza filtri al tema difficile della sofferenza psichica), compare poi un misterioso Sig: nome del personaggio dal teschio dorato alla Damian Hirst e sorta di alter ego virtuale del cantante bolognese che domina pure la copertina su sfondo arancione dell'album. Il tutto nel quadro di "un disco rock'n'roll nel senso più letterale del termine", pensato nelle parole di Cremonini per rompere gli schemi. Il primo segnale lo si rintraccia proprio in 'Paparazzi', con i suoi suoni asciutti e spesso distorti, da altermative bande londinese, costruiti su chitarra, basso, batteria e sassofono. Al sax - strumento che Cesare ha iniziato a studiare negli ultimi anni, "da dilettante" - c'è Donny McCaslin, virtuoso californiano già al fianco di David Bowie nel suo album di congedo, 'Blackstar': presente anche al concerto di Shepherd's Bush, nei panni di guest star, al fianco del batterista Zach Danziger e d'una superband con pianoforte, tastiere e una sezione fiati di 6 elementi. Opportuno coronamento di un progetto alla cui registrazione, a due anni da 'Alaska Baby', hanno collaborato vari nomi della scena internazionale come il batterista Malcolm Catto, il chitarrista Paul Stacey o il bassista Tim Lefebvre. E che si chiude con una ballata, 'Athena', in cui il graffio jazz dell'assolo di McCaslin spicca a titolo di gran finale. Disco che vede Alessandro Magagnini e Alessandro De Crescenzo nel ruolo di produttori, con Cremonini, dell'intera tracklist; e nel quale Morgan trova spazio per co-produrre l'ambiziosa 'Il guardino dei sassofoni''. Un progetto artistico a tutto tondo che segnerà fra l'altro il ritorno nei palasport italiani di Cesare Cremonini, dopo il periodo degli stadi, con 16 concerti, sette dei quali già esauriti, in calendario fra il 24 novembre e il 21 dicembre fra Ancona, Bologna, Torino e Milano. E che sarà raccontato pure in 'Cremonini - Amateur Forever': documentario diretto da Pepsy Romanoff prossimamente in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. "In fondo - si schermisce intanto l'interessato - a 46 anni non ho ancora capito cosa posso fare. Ma non lo vedo come un limite. So che posso imparare ancora, che sono bravo a imparare. Vorrei restare uno studente che vive di passioni". (ANSA).

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