Summit Premi Nobel a C. Gandolfo, 'ci aspettiamo impegno forte su governance dell'Ia'

Pecorario, Ceo di Domus Communis, 'con armi nucleari è vera sfida contro distruzione uomo'

(ANSA) - ROMA, 08 LUG - "I due grandi pilastri dell'evento sono le nuclear war (guerre nucleari) e l'Intelligenza artificiale, il comune denominatore è naturalmente il tema della governance". Lo spiega all'ANSA, Alessio Pecorario, Founder e ceo di Domus Communis Foundation, la Fondazione 'interfaccia' tra i vari soggetti ed enti coinvolti nella Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, l'Assemblea che riunirà tra il Borgo Laudato Si' di Castel Gandolfo e il Campidoglio a Roma, oltre 200 tra le più autorevoli personalità mondiali e rappresentanti delle principali istituzioni internazionali di ricerca nei campi della pace e dell'intelligenza artificiale, tra cui 30 Premi Nobel, Capi di Stato e di governo emeriti, 20 tra i principali leader mondiali nel campo dell'intelligenza artificiale (tra questi OpenAI, Google DeepMind, AARU e Anthropic) e 30 tra le più prestigiose università e istituzioni di ricerca del mondo, tutti ispirati dalla nuova enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas sull'intelligenza artificiale. Illustrando gli scopi dell'iniziativa che si terrà a partire da martedì 14 luglio e che ha la benedizione di papa Leone che proprio a Castel Gandolfo sta trascorrendo un periodo di riposo ("Siamo in casa del Santo Padre.."), Pecorario spiega: "Vediamo nel mondo dei sistemi centralizzati, le preoccupazioni di sicurezza sono naturalmente dei grandi stati ma riflettendo già sulla Centesimus annus di Giovanni Paolo II vediamo un filo conduttore: se lì il Papa proclamò come alla luce di un sempre maggiore sviluppo tecnologico e digitale, c'erano nazioni e individui che rimanevano fuori dei mercati emergenti più ricchi e privi dello sviluppo umano integrale, questa volta siamo nel mondo dell'Ia, e chi rimane fuori dal meccanismo della concentrazione dell'Intelligenza artificiale è fuori dallo sviluppo e da certe tendenze che vanno rafforzandosi. Ma - sottolinea - se una economia di guerra e un riarmo può avere effetti positivi nell'immediato, nel medio e lungo periodo non può che esserci la distruzione". "La mia aspettativa" prosegue quindi, è che da summit dei Premi Nobel, "nazioni e decisori si mettano insieme per ascoltare le voci autorevoli non solo del Papa ma delle religioni e dell'umanesimo, poiché siamo di fronte a qualcosa di esistenziale". "Quello che auspichiamo - aggiunge - è che si metta in moto un processo che non sia solo una bella conferenza di successo ma un commitment reale e verificabile". Al termine dei lavori, verrà resa nota dal Campidoglio la Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell'era dell'intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome, dei nuovi protocolli digitali e dei modelli emergenti di sviluppo digitale che si propone di definire principi e linee guida proprio per la governance dell'intelligenza artificiale. (ANSA).

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