Rigopiano, legale ex sindaco assolto, 'Le mie lacrime per la giustizia'

E lui, "Nove anni di sofferenza, ma la verità non si è fermata'

(ANSA) - L'AQUILA, 13 FEB - "Mi sono commossa per la giustizia, per la consapevolezza di aver raggiunto un risultato e per vedere che una volta tanto il sistema funziona, seppure dopo nove anni". Così l'avvocata Cristiana Valentini commenta all'ANSA le lacrime al termine della lettura del dispositivo in Corte d'Appello a Perugia, nell'appello bis sul processo per la tragedia di Rigopiano, che ha portato all'assoluzione del suo assistito, l'ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. Una reazione che ha suscitato critiche da parte di alcuni familiari delle vittime. "La mia non è emotività, ma chimica: endorfine, ossitocina. Per me un innocente che viene assolto è una conquista per tutti", aggiunge la legale, sottolineando come "la responsabilità non possa sempre essere del primo cittadino". L'esito arriva a nove anni dalla valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l'hotel Rigopiano, causando 29 vittime, e dopo un lungo iter giudiziario segnato anche dalla scelta della difesa di rinunciare alla prescrizione. "L'ex sindaco fin dall'inizio ci ha dato un mandato esplicito: ricercare la verità dei fatti, a prescindere dalle responsabilità", spiega l'avvocato Massimo Manieri. Per il difensore Goffredo Tatozzi "la verità si cerca esponendosi agli esiti, non cercando scorciatoie", evidenziando il lavoro svolto per ricostruire la catena delle responsabilità nella prevenzione del rischio valanghe, a partire dal quadro normativo e dalle competenze regionali. Un percorso lungo nove anni, tra dolore e processo, che l'ex sindaco Lacchetta, all'epoca solo 31enne, riassume così: "Ho vissuto una lunga attesa, nella consapevolezza che il dolore più grande resta quello delle vittime e per il territorio, che ha vissuto una strage così importante per un paese così piccolo". Accanto al lutto, "una ricerca della verità che non si è mai interrotta", anche attraverso la scelta, definita "difficile ma doverosa", di rinunciare alla prescrizione. "È una sentenza che va a favore dei sindaci, soprattutto dei piccoli comuni, che oggi forse sono meno abbandonati a loro stessi", conclude. (ANSA).

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