Genitore denuncia, 'mia figlia esclusa dalla mensa per 12 euro'

(ANSA) - TARANTO, 06 NOV - Una bambina di nove anni esclusa dalla mensa scolastica per un presunto debito pregresso di circa 12 euro, mai contestato prima alla famiglia. È quanto denunciato dal padre dell'alunna, tramite l'avvocato Fabrizio Del Vecchio, che ha inviato oggi una diffida al Comune di Taranto, chiedendo l'immediata riammissione al servizio e riservandosi, in caso contrario, di ricorrere al giudice. La vicenda riguarda una bambina che frequenta il plesso di un istituto comprensivo, con orario continuato dalle 8 alle 16. Il 2 novembre scorso il padre sarebbe stato costretto a prelevarla anticipatamente da scuola, dopo che l'istituto aveva segnalato il mancato arrivo del pasto per la piccola, a seguito di una comunicazione degli uffici comunali legata a una presunta morosità dell'anno scolastico precedente. Secondo quanto riferito nella diffida, il debito non sarebbe mai stato precedentemente richiesto alla famiglia, che avrebbe provveduto a saldarlo se informata. "La mensa scolastica - si legge nell'atto - in particolare nelle scuole a tempo pieno, non è un servizio pubblico a domanda individuale meramente accessorio, bensì un momento essenziale e integrante del percorso formativo, didattico e del diritto all'istruzione costituzionalmente garantito". L'interruzione del pasto, prosegue il legale, espone la minore a "una traumatica ed inaccettabile discriminazione ed emarginazione davanti ai propri compagni di classe". La diffida chiede al Comune di ripristinare il servizio entro 24 ore dalla ricezione. "Pur restando fermo il legittimo diritto del Comune di avviare le ordinarie procedure di recupero crediti nei confronti dei genitori - sostiene Del Vecchio - è totalmente illegittimo rivalersi sul minore sospendendo l'erogazione del pasto". In assenza di riscontro, il legale annuncia il ricorso alle competenti sedi giudiziarie, anche per il risarcimento dei danni. (ANSA).
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