Firenze riabbraccia i Litfiba, show in casa per 40 anni '17 Re'

Non solo musica sul palco delle Cascine: Pelù, chi non parla è complice e noi non lo siamo

(ANSA) - FIRENZE, 24 LUG - Quasi due ore e mezzo di musica per il ritorno a casa dei Litfiba, nella data fiorentina del 'Quarant'anni di 17 Re - Tour 2026', ieri sera al Prato delle Cornacchie delle Cascine, con l'arena tutta esaurita per quasi 7.000 spettatori (massimo della capienza). Uno show anche politico, come lo è tutta la loro 'trilogia del potere', con continui rimandi all'attualità. "Di concerti dove non si dice niente è pieno", "chi non parla è complice e noi non lo siamo", le parole di Piero Pelù dal palco. In scena la formazione storica con Ghigo Renzulli alla chitarra, Antonio Aiazzi alle tastiere e Gianni Maroccolo al basso, con l'aggiunta di Luca Martelli alla batteria al posto di Ringo De Palma, ricordato come sempre in 'Eroi nel vento'. La scaletta non ha regalato sorprese: dopo l'intro con 'Febbre' in versione strumentale e l'inedita '17 Re', ancora non 'assimilata' dal pubblico, non giovanissimo, lo spettacolo decolla con 'Come un Dio', 'Oro nero' e 'Sulla terra', dove Pelù sventola sul palco la bandiera palestinese. Poi gli strali contro "la propaganda hollywoodiana e il suprematismo bianco" e il riferimento "al gioielliere", Roggero, che apre 'Vendetta'. Ma anche la preoccupazione per la voglia di guerra di "troppi generaloni e generalini", l'attacco alle "lobby del petrolio, del cemento dell'algoritmo e delle armi", con l'invito "al ministro Crosetto a smettere di venderne a Israele". '17 Re' viene eseguito integralmente, con un crescente coinvolgimento del pubblico e due ospiti sul palco, Francesco Magnelli e Daniele Trambusti (entrambi presenti durante le registrazioni dell'album) che sostituiscono in un paio di pezzi Aiazzi e Martelli. La prima parte si chiude con 'Resta', poi arriva il tempo dei bis. Pelù rientra sul palco in sella a una bici con la bandiera dell'Italia "libera e antifascista" contro "i troppi patrioti nostalgici". 'Il vento', 'Istanbul', 'Santiago', 'Eroi nel vento', 'La preda'. Poi 'Tex', con un ulteriore e pesante affondo contro Trump mentre viene roteata, attaccata a una corda, una parrucca arancione e alla fine i saluti sulle note di 'Cangaceiro'. Il concerto dei Litfiba ha inaugurato la nuova arena destinata ed eventi al Prato delle Cornacchie delle Cascine. La struttura si sarebbe dovuta inaugurare con un concerto di Claudio Baglioni che però dovette rinunciare a causa di una malattia. (ANSA).

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