Disastro ferroviario Pioltello, pm 'Rfi fece prevalere costi su sicurezza'

(ANSA) - MILANO, 15 SET - In Rete ferroviaria italiana "sono state create le condizioni perché le esigenze di sicurezza non prevalessero su quelle del blocco della circolazione e economiche per le manutenzioni e non sono stati forniti gli strumenti, anzi la società era strutturata in senso opposto". E' un altro passaggio dell'intervento della pm Maura Ripamonti nel processo milanese d'appello sul disastro ferroviario di Pioltello, che causò tre morti nel 2018 con il deragliamento di un treno regionale. La Procura ha chiesto di ribaltare le assoluzioni del primo grado decise dal Tribunale per l'ex ad Maurizio Gentile, per due ex dirigenti e per la stessa Rfi. La pm ha ricordato che gli operai del Nucleo manutentivo nel primo grado hanno spiegato che "sulla manutenzione facevano il minimo necessario, tutto il resto era appaltato a ditte appaltatrici esterne e questa era una linea precisa, un indirizzo strategico della società". Il manutentore "non aveva le procedure che gli consentivano di intervenire", la segnalazione "partiva dagli operai e arrivava al capo della Unità manutentiva", ma poi "le procedure erano imprecise". In quella tratta, in quel periodo, "100 treni al giorno - ha detto la pm- passavano sopra 26 giunti ammalorati". Si sono "create le condizioni", secondo la pm, perché Marco Albanesi, ex responsabile dell'Unità manutentiva e unico condannato, "non intervenisse e queste condizioni sono state create a livello centrale e superiore. Certo che Albanesi poteva sostituire il giunto anche forzando la mano - ha aggiunto - ma come siamo arrivati a questa situazione? Ci siamo arrivati perché la società faceva prevalere le esigenze economiche su quelle della sicurezza". (ANSA).
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