Moto come terapia, bambini a scuola da Alvaro Dal Farra

BELLUNO. La scorsa settimana i bambini del campo estivo “Nevegalitos” di Castion hanno vissuto tre giorni davvero speciali con l’ex campione di freestyle motocross Alvaro Dal Farra e i suoi piloti. Proprio come il progetto "fmx at school” prevede, i ragazzi del campo hanno vissuto tre giornate indimenticabili e ricche di emozioni.
La parola chiave dell’evento è “mototerapia”, un progetto ideato proprio da Alvaro Dal Farra quasi dieci anni fa insieme a Vanni Oddera: «Si tratta di una terapia a tutti gli effetti, ormai riconosciuta anche a livello medico», spiega l’ex principe del freestyle. «Quando abbiamo ideato questa speciale terapia, per quanto immaginassimo che potesse fare bene, non pensavamo che avremmo potuto raggiungere certi risultati».
Il pilota, tramite discorsi motivazionali e video delle sue imprese sportive ha cercato di spiegare ai ragazzi che i sogni non devono rimanere tali, ma si possono realmente realizzare e che le difficoltà della vita sono sempre superabili. Non soltanto parole, però. Anche tanto, tanto divertimento. E così, proprio come i supereroi in motocicletta, anche i bambini hanno potuto tuffarsi nella vasca colma di gomma piuma simulando i professionisti con l’aiuto di una scala. I bambini del campo, poi, hanno avuto modo di incontrare anche Cristian, un ragazzo in carrozzina che è riuscito a creare una moto con alcuni comandi personalizzati, e Mattia, che ha fatto lo stesso con un kart: «Ho voluto dimostrare coi fatti ciò che ho cercato di trasmettere ai bambini con le parole, ovvero che siamo tutti uguali, che le barriere che si possono formare facilmente sin dall’infanzia possono essere davvero abbattute».
La vera e propria mototerapia, però, è iniziata subito dopo che Alvaro e i suoi piloti si sono esibiti sulle rampe davanti agli occhi dei ragazzi increduli a bordo pista. Ad aggiungersi ai bambini del campo estivo, sono arrivati anche i ragazzi diversamente abili del Gruppo Autismo Belluno, della Società nuova di Belluno e della società Noi Altri di Mel. «Ci siamo tolti casco e protezioni e abbiamo caricato in moto tutti», racconta Alvaro. «Il rumore delle nostre moto, che come tutti i rumori forti normalmente disturba i ragazzi autistici, si è trasformato in energia per loro».
Nicola Zovi
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