Williams, la sua passione era la palestra / FOTO

BELLUNO. Facce tristi e poca voglia di parlare. «Era un gran bravo ragazzo, viveva qui da un paio d’anni ormai. Atletico, ci teneva molto alla cura del suo fisico e frequentava una palestra qui a Belluno. Ci spiace, ma siamo ancora scossi, non vogliamo aggiungere altro».
A parlare sono due coinquilini, e commilitoni, del primo Caporal Maggiore Williams Tracanna, il 28enne alpino del 7° Reggimento tragicamente deceduto giovedì mattina durante un’esercitazione sullo Spiz de Vedana. Nel piccolo condomio al civico 158 di via Pellegrini nel quartiere di Cavarzano, dove alcuni militari del Settimo dividono due appartamenti e al cui piano terra c’è anche lo studio del medico di famiglia bellunese del pescarese, lo conoscevano tutti: «Un ragazzo educato e dai modi estremamente gentili», ricorda visibilmente scossa per la notizia appresa in mattinata dai giornali la titolare di un altro negozio al piano terra, «salutava sempre con il sorriso».
Ma lontano dalle attività di caserma Williams Tracanna, fidanzato con una ragazza originaria di Tai di Cadore, aveva una passione su tutte: la cura del suo corpo. Lo scorso settembre si era iscritto alla palestra Workout di via Vittorio Veneto, un ampio spazio attrezzato frequentato dai cultori del fisico e da molti alpini del Settimo. «Abbiamo una convenzione con il Reggimento, abbiamo un centinaio di alpini che vengono da noi», spiega Fabio Laguna, uno dei due titolari. «Si era iscritto lo scorso settembre, lunedì era passato a rinnovare l’abbonamento. Era una presenza assidua, inconfondibile con le sue grandi cuffie bianche per ascoltare musica techno di cui era un gran appassionato, anche durante gli esercizi. Veniva tre volte a settimana, un’oretta e mezza a seduta. Non parlava del suo lavoro, ma era sempre pronto allo scherzo e alla battuta. Ci aveva colpito perchè era preparato, aveva sempre il suo programmino, si vedeva che sapeva cosa fare e come farlo, anche se ogni tanto ti chiedeva un consiglio».
Una passione che era nata come una sfida perché, come hanno ricordato gli amici di Turrivalignani, il piccolo paesino pescarese da dove proveniva, Williams Tracanna in gioventù era in sovrappeso e proprio per questo era stato inizialmente scartato dall’Esercito. Un “rifiuto” che il ragazzo non aveva accettato, cominciando a scolpire il suo fisico in palestra. «Era uno molto forte, soprattutto di gamba», prosegue Fabio Laguna, «e amava cercare sempre il suo limite, qualsiasi attrezzo usasse. Un ragazzo spiritoso, una persona positiva. La notizia ha sconvolto un po' tutti qui».
La salma del primo Caporal Maggiore è partita nel primo pomeriggio di ieri alla volta del paesino pescarese dove questa mattina, alle 9.30, saranno celebrati i funerali. A scortare il feretro una delegazione di tre mezzi e di una cinquantina di commilitoni, per il picchetto d’onore che stamane sarà guidato dal comandante del Settimo, il colonnello Stefano Mega. A risparmiare alla madre del 28enne alpino lo strazio del riconoscimento della salma è stato un ufficiale della caserma “Salsa-D’Angelo”, che ha proceduto con l’identificazione del militare.
Ancora in corso, intanto, l’indagine della Procura di Belluno, in carico al pm Simone Marcon, che dovrà valutare se sussistono i presupposti per definire un’ipotesi di reato, anche se le indagini (condotte dalla Procura militare in collaborazione con i carabinieri di Feltre) hanno già escluso il coinvolgimento di terzi nel tragico incidente.
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