«Verso Nord» si presenta: «Siamo noi la risposta alla delusione degli italiani»
Ieri al Giovanni XXIII la prima uscita del movimento Cacciari e Miracco sul palco con Maurizio Fistarol

Maurizio Fistarol
BELLUNO.
Azzerare il passato. Dimenticare i partiti, destra, sinistra, centro, bipartitismo e ideologie. E un appello ai giovani e a quei politici che non hanno avuto corresponsabilità nel fallimento del Paese e che si riconoscono in una certa diagnosi fatta dell'Italia. E' l'essenza del manifesto politico illustrato ieri sera al Centro Giovanni XXIII dal nascente movimento "Verso Nord" promosso da alcuni politici. Tra questi anche il senatore bellunese Maurizio Fistarol. Con lui Mario Bertolissi, Giuseppe Bortolussi, Diego Bottacin, Massimo Cacciari, Francesco Giuliari, Maria Gomierato, Franco Miracco, Achille Variati, Alessio Vianello, Enrico Zanetti e Gino Zardini. Sul tavolo dei relatori, per la prima uscita in pubblico del movimento, c'erano Maurizio Fistarol, Franco Miracco ex portavoce di Galan, e Massimo Cacciari. La nascita del movimento, come ha spiegato Fistarol «è la risposta a quella sensazione di distacco, di rabbia e rassegnazione dei cittadini verso la politica, come non si percepiva nemmeno ai tempi di tangentopoli. Il venir meno della capacità di una leadership e un'alternativa non ritenuta tale dagli italiani. Con il Pdl e il Pd che crollano nei sondaggi e le due forze più radicali Lega e Italia dei Valori interessate a lucrare in questa crisi». Un'Italia giunta al capolinea, secondo il senatore bellunese, «dove da 15 anni si va a votare per cambiare pagina». Il Nord è evocato nel nome del movimento, ha precisato Fistarol «perché riteniamo che il Nord possa dare molto all'Italia». Miracco si è presentato dicendo «Galan si è preso il lusso o il vizio di scegliermi come portavoce, ancorché l'ultima tessera di partito che ho avuto corrisponda all'epoca della morte di Berlinguer». Dopodiché ha iniziato una fredda analisi del Veneto riferita all'ultima inondazione: «La solidarietà è arrivata in ritardo, perché qualcuno ha voluto farci percepire antipatici al Paese». Miracco infilza senza pietà il ministro Bondi: «Con lui abbiamo avuto il peggio di ciò che ci poteva capitare, l'assenza di tutto». Devastante l'analisi di Cacciari: «Un paese non può stare 20 anni in attesa di riforme e quando le fa sono peggio del buco. Siamo in una situazione drammatica: con una frattura Nord-Sud come un secolo fa. La secessione non è una ideologia leghista, è oramai nei fatti ed è una sciagura per l'Italia. L'università è un'altra frattura, tamponata con una riforma ridicola. Che non guarda al mondo che ci circonda come fece la Riforma Gentile. Oggi nelle nostre università non vengono più gli stranieri a studiare. La Cina investe tre volte quello che investiamo noi nella scuola».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi
Leggi anche
Video








