Varianti Cortina e Longarone avanti tutta Sant’Andrea commissario straordinario

Tempi stretti per i lavori in vista delle Olimpiadi, la nuova figura dovrà dare l’accelerata decisiva agli iter autorizzativi
Francesco Dal Mas;

Francesco Dal Mas

CORTINA D’AMPEZZO

Dopo circa un anno di attesa, il Governo nomina commissario straordinario per le maggiori opere olimpiche Luigi Valerio Sant’Andrea, attuale amministratore delegato della società Infrastrutture Milano-Cortina 2026 spa. Avrà il compito, sostanzialmente, di accelerare gli iter autorizzativi, dai tempi lunghissimi, e gestire i cronoprogrammi.

In capo a Sant’Andrea il ministro delle infrastrutture, Enrico Giovannini, ha posto fino ad oggi otto opere, tra le quali la circonvallazione di Cortina, da 290 milioni, e la variante all’Alemagna di Longarone, da 280 milioni circa.«Non è escluso che sia affidata a Sant’Andrea», anticipa il sindaco ampezzano, Gianpietro Ghedina, «anche la pista di bob, da 61 milioni di euro, la quale dovrà essere finita, altrimenti salteranno le gare». Mentre le due varianti? «I cantieri inizieranno senz’altro, ma non possiamo essere certi che verranno conclusi in tempo».

Basti dire che sotto il centro di Cortina dev’essere traforata una galleria di quattro chilometri. E nelle viscere di Castellavazzo un tunnel di circa due. «È necessario assicurare la realizzazione delle opere nei tempi previsti e per questo occorre accelerare», dichiara Giovannini. Infatti, «la nomina del commissario straordinario e le procedure veloci di cui potrà avvalersi consentiranno di realizzare gli interventi nei tempi necessari».

Per il viceministro Alessandro Morelli, con delega alle opere infrastrutturali olimpiche, la nomina del commissario è «un importante segnale di concretezza, a pochi giorni dall'arrivo in Italia della bandiera a cinque cerchi che conferma l'impegno del governo per la riuscita di un evento che darà lustro al nostro Paese e lascerà ai territori interessati un'eredità infrastrutturale senza precedenti».

Già nel corso dei Giochi di Pechino il presidente del Coni, Giovanni Malagò aveva manifestato tutta la sua preoccupazione per i ritardi. Le due circonvallazioni, infatti, non hanno ancora i progetti definiti. Il presidente Luca Zaia tira un profondo sospiro di sollievo. «E’ un passo in avanti importante, atteso peraltro da mesi », ammette, anche lui preoccupato, «e direi cruciale considerato che ci permetterà di utilizzare le procedure semplificate in modo da accelerare i tempi di realizzazione delle opere stradali. Abbiamo quattro anni davanti a noi e c’è bisogno dell’aiuto di tutti».

Magari anche, vorrebbe dire, degli ambientalisti che dovrebbero capire quanto i prossimo Giochi saranno davvero sostenibili. Zaia è fiducioso. «Sarà una corsa contro il tempo, ma Sant’Andrea lo conosciamo e sono certo che con lui arriveremo pronti ai Giochi del 2026», conclude Zaia, «Lo abbiamo già visto all’opera nei Mondiali di Sci di Cortina 2021 e direi che è un’ottima scelta che abbiamo condiviso tutti».

Condivide il sindaco Ghedina, ricordando che lui stesso ha insistito per la nomina di Sant’Andrea, «avendo apprezzato il suo modo di operare per i mondiali: ha infatti concluso le opere anzitempo».

Del medesimo tenore la condivisione del ministro Federico D’Incà. «Ho sempre auspicato la nomina di Sant’Andrea, perchè è una persona di grande spessore che ha dimostrato le proprie capacità già in occasione dei Mondiali».

Con l’attuale amministratore delegato, aggiunge il ministro bellunese c’è un confronto continuo per comprendere al meglio le linee di intervento. Ma adesso «è importante accelerare in un’ottica di trasparenza e sostenibilità». «Anche perché», conclude D’Incà, «la comunità bellunese, il Veneto e il nostro Paese attendono le importanti ripercussioni di un evento unico su cui questo Governo e il precedente hanno stanziato importantissime risorse».

Anche secondo il parlamentare Dario Bond «ora bisogna bruciare le tappe per arrivare ad avere le opere concluse per dicembre 2025». Ma per l’esponente di Forza Italia «si tratta solo di una prima tappa, a cui dovranno seguire fatti concreti. Il commissario straordinario potrà avvalersi di procedure veloci, ma l’attenzione deve rimanere altissima. Quattro anni non sono troppi e non consentono distrazioni». —

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