Val di Zoldo accetta il lascito di Alda Costantin: case e terreni lasciate al Comune
Il consiglio comunale ha deciso di accettare con beneficio d’inventario, avviando l’iter che porterà all’acquisizione dell’eredità: finanzierà progetti per la terza età e il trasporto solidale

Il Comune di Val di Zoldo accetta il lascito di Alda Costantin: il patrimonio sarà prima inventariato, destinato a soddisfare debiti e legati previsti dal testamento e solo successivamente potrà essere impiegato per progetti sociali dedicati agli anziani.
Un patrimonio composto da immobili, terreni, risparmi e due polizze vita, ma la cui effettiva consistenza e disponibilità va ancora verificata.
È il lascito testamentario di Alda Costantin, residente di Val di Zoldo scomparsa il 13 agosto 2025, che il consiglio comunale ha deciso di accettare con beneficio d’inventario, avviando l’iter che porterà all’acquisizione dell’eredità e, solo al termine delle verifiche previste dalla legge, alla destinazione delle risorse secondo le volontà della testatrice.
Nel testamento pubblico, redatto nel giugno 2025, Costantin ha nominato il Comune di Val di Zoldo erede universale, ponendo però un preciso vincolo: quanto effettivamente residuerà dell’eredità dovrà essere impiegato per realizzare, anche in collaborazione con il Centro servizi per anziani, progetti a favore delle persone anziane che vivono sole e per il servizio di trasporto dedicato agli anziani soli e bisognosi.
Ha inoltre destinato 7 mila euro alla manutenzione e sistemazione della Casera di Col Marsanch.
L’asse ereditario comprende un’abitazione in via Venezia, nella frazione di Campo, un magazzino di proprietà esclusiva e quote di altri tre immobili a destinazione deposito.
Si aggiungono terreni distribuiti tra le sezioni catastali di Campo, costituiti da prati, boschi misti e seminativi, oltre alla quota del 50% di due conti correnti cointestati: uno in Unicredit, con una disponibilità di oltre 9.600 euro, e uno in Bancoposta, con circa 26.900 euro.
Del patrimonio fanno parte anche due polizze vita delle quali il Comune è stato indicato come beneficiario. Non tutti questi beni, tuttavia, si tradurranno in risorse utilizzabili: una parte del patrimonio è costituita infatti da quote di immobili e le disponibilità economiche dovranno prima essere destinate agli adempimenti previsti dal testamento.
La de cuius ha infatti disposto una serie di legati, da soddisfare con le somme derivanti dalle polizze vita. Tra i beneficiari figurano l’associazione Cucchini Onlus, il Servizio soccorso ambulanza dei Donatori del sangue di Forno di Zoldo, la Parrocchia di Pieve di Zoldo, con destinazione alla chiesa dell’Addolorata, oltre a quattro persone fisiche individuate nel testamento, per un importo complessivo di 120 mila euro.
Con queste risorse dovranno inoltre essere coperte anche le spese funerarie.
Il consiglio comunale ha scelto di procedere con l’accettazione con beneficio d’inventario, forma prevista dalla legge e obbligatoria per gli enti pubblici quando ricevono un’eredità comprendente beni immobili.
La procedura servirà a ricostruire con precisione l’intero asse ereditario, verificando il valore effettivo dei beni, gli eventuali crediti e tutte le passività, mantenendo separato il patrimonio del Comune da quello della defunta.
Al momento risultano già accertati debiti relativi a spese anticipate dai parenti per cure mediche e altre necessità, ai quali si aggiungeranno le spese funerarie, le utenze e gli altri oneri maturati dopo il decesso.
Nel corso della seduta il sindaco Camillo De Pellegrin ha ricordato che l’esatta consistenza dell’eredità non è ancora conosciuta e che sarà l’inventario a definirne il valore netto.
Solo dopo il pagamento dei debiti, l’eventuale soddisfazione dei legati previsti dal testamento e la conclusione di tutte le verifiche sarà possibile stabilire quali risorse resteranno disponibili per finanziare gli interventi sociali voluti dalla benefattrice.
Con il voto unanime del consiglio prende quindi avvio un percorso amministrativo che consentirà di definire il valore effettivo del patrimonio lasciato da Alda Costantin e di destinarne l’eventuale residuo alle finalità sociali indicate nel testamento, nel rispetto delle volontà espresse dalla benefattrice.
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