«Urgente allargare la strada a Ponte Mas»

SOSPIROLO. C’è una strada da allargare. Se ne parla da anni e il sindaco di Sospirolo Mario De Bon punta a passare dalle parole ai fatti. Siamo a Ponte Mas, di fronte ad uno degli incroci più...

SOSPIROLO. C’è una strada da allargare. Se ne parla da anni e il sindaco di Sospirolo Mario De Bon punta a passare dalle parole ai fatti. Siamo a Ponte Mas, di fronte ad uno degli incroci più pericolosi della provincia. Qui si intersecano la strada regionale 203 e la Sp12. «Da anni chiediamo che quell’incrocio venga messo in sicurezza», spiega il sindaco, che ha ribadito la necessità di un intervento al presidente della Provincia. «Il ponte va allargato, anche perché sta ripartendo l’attività di cava e i camion stanno riprendendo a percorrere quel tratto di strada. Considerando che la variante di Gron ha aumentato del 30% il traffico che passa per Sospirolo e Ponte Mas, un intervento in questo zona è quanto mai urgente».

Non ci vorrebbero neanche troppi soldi, assicura De Bon, preoccupato anche perché «sul ponte non vengono fatte manutenzioni da settant’anni. Dal ponte alla zona delle Masiere la strada diventa un collo di bottiglia, un intervento di allargamento non è più rimandabile».

L’altra richiesta che De Bon ha fatto arrivare sul tavolo del presidente Padrin riguarda la provinciale 2, che porta in Val del Mis. «Grazie al Parco stiamo per partire con lo scavo che permetterà di portare l’elettrificazione in Valle», annuncia De Bon. «Rimarrebbero da illuminare le gallerie». Storiche, in pietra, suggestive, ma pericolose. Soprattutto la prima e l’ultima, continua il sindaco. «Ma con un investimento di circa 150 mila euro si riuscirebbe ad illuminarle tutte e quattro», aggiunge. L’anno prossimo, fra l’altro, ricorrerà il centenario dell’inaugurazione delle gallerie, e poterlo festeggiare con un progetto avviato sarebbe un buon modo per celebrare l’anniversario.

«A Veneto strade abbiamo chiesto anche l’impegno a realizzare due marciapiedi, fra Belvedere e Gron e fra Susin e Maras», conclude Mario De Bon. «Il Comune collaborerebbe mettendo le risorse necessarie». (a.f.)

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