Una metropolitana tra Ponte e Feltre

Trasformare la futura ferrovia elettrificata tra Montebelluna, Feltre, Belluno, Ponte nelle Alpi, Alpago e Vittorio Veneto in una metropolitana di superficie.
È una proposta che i sindaci dell’Agordino, del Feltrino e della Val Belluna hanno avanzato ieri pomeriggio nell’incontro con Roberto Padrin, presidente della Provincia, nella sala della biblioteca di Santa Giustina bellunese.
A tema, il piano dei trasporti della regione Veneto; l’assessore Elisa De Berti aveva infatti chiesto, al momento di presentarlo a Villa Patt, di Sedico, che le amministrazioni del Bellunese potessero integrarlo con osservazioni e proposte.
La metropolitana ferroviaria è stata suggerita per facilitare la mobilità lungo una direttrice tra le più abitate e con più opportunità di lavoro di tutta la provincia.
«Non si tratta di costruire nuove stazioni – spiega il presidente Padrin – ma di organizzare delle fermate attrezzate di una minima struttura di accoglienza, nei siti di maggiore concentrazione lavorativa e in quelli più sensibili dal punto di vista turistico o sociale».
Il piano della Regione, infatti, è stato apprezzato non solo per le infrastrutture che propone, ma soprattutto perché affronta i temi della mobilità futura in Provincia. In questa prospettiva il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, ed i suoi colleghi del territorio, hanno insistito ancora una volta per il collegamento ferroviario con la Valsugana, la stazione di Primolano in particolare.
I sindaci dell’Agordino, dal canto loro, hanno posto l’esigenza di “sbottigliare” la valle. E questo in tre direzioni: verso sud, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente sia le stazioni ferroviarie che, soprattutto, la Pedemontana veneta; verso nord-est con riferimento a Cortina e all’Ampezzano; verso nord-ovest, con orientamento l’Alto Adige. Su questa strategia, gli amministratori cadorini prepareranno in tempi rapidi un documento da proporre come integrazione del piano dei trasporti. La priorità riguarda l’aggancio con la nuova superstrada a Montebelluna.
Nel corso della riunione è tornata alla ribalta la Cadola-Mas, la direttrice che dovrebbe consentire un rapido attraversamento il collegamento dalla A27 all’Agordino. Il piano dei trasporti della Regione ha un respiro di alcuni decenni, per cui le priorità suggerite ieri dai sindaci hanno scadenze diverse.
Se la metropolitana di superficie potrà di fatto realizzarsi solo quando la ferrovia sarà completamente elettrificata, quindi nel 2023, è urgente invece progettare una serie di interventi per superare i punti neri lungo la Feltrina, fino appunto alla Pedemontana. I sindaci hanno insistito anche su un’altra urgenza, quella dei collegamenti intervallivi, non grandi opere, ma diffuse nel territorio per consentire una mobilità celere ed in sicurezza.
«Su questi temi – conclude il presidente Padrin – ci sarà un confronto sicuramente costruttivo col Tavolo delle infrastrutture, protagoniste tutte le categorie economiche. È nostro intendimento, infatti, arrivare ad un’integrazione delle diverse indicazioni progettuali». —
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