Una fiaba in video per il leccio secolare stroncato dalla bufera

I ragazzi della prima B della scuola media Gonzaga hanno realizzato anche un libro illustrato sulla pianta 



. Una fiaba per rendere omaggio al leccio secolare di villa Malcolm, abbattuto dalla furia di acqua e vento dello scorso ottobre.

L’iniziativa è della classe prima B delle scuole medie Gonzaga che ha realizzato un racconto allegorico corredato da un libro con illustrazioni a tema sotto la guida dei docenti Paolo Vendramini e Lucia Costantini che ha curato l’impaginazione e grafica.

In seguito è stato anche realizzato un video racconto, con il supporto tecnico di Belluno Video, reperibile sulla pagina Facebook e Youtube di Pontenellealpi news.

«Gli alunni sono rimasti molto colpiti dopo il maltempo – spiegano i promotori dell’iniziativa– in particolare per la caduta dei tanti alberi. La classe è stata molto sensibile e ha voluto creare questo racconto, dal titolo “Elce il leccio magico” che prende spunto della storia del leccio che si trovava a poca distanza dalla nostra scuola».

Il leccio era stato piantato circa 150 anni fa come ornamento della villa Malcolm ed era finito nella lista regionale degli alberi monumentali della regione, aveva resistito al Vajont quando la villa era stata spazzata via e anche all’alluvione del 1966 ma non alle raffiche di vento di fine ottobre che lo hanno tagliato alla base.

Il libro degli studenti narra la storia dello zattiere Leo Malcolm che conosce un leccio magico di nome Alexander che gli dona un seme.

Leo pianta il seme e così nasce il leccio Elce: attorno a lui venne costruito un bellissimo giardino e una villa circondata da alberi da ogni parte del mondo che vivevano in perfetta armonia.

Tutto questo fino a quando un albero malvagio di nome Sademus (un riferimento alla Sade che ha realizzato l’impianto del Vajont, ndr) che semina invidia e scatena un onda che spazza via tutto. Elce rimane in piedi così l’antagonista genera un forte vento dove muore insieme ad Elce.

Alla fine della fiaba c’è un messaggio di rinascita e speranza di buon auspicio per le popolazioni bellunesi alle prese con la ripartenza dopo gli ingenti danni materiali e boschivi. —



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