Truffa del falso maresciallo, i carabinieri bloccano una coppia. Recuperati valori per 100mila euro

Indagine del Nucleo investigativo di Belluno. Due quarantenni rintracciati dopo una fuga rocambolesca e denunciati:  erano scappati in treno e sono stati fermati a Bologna.

Cristina Contento
Una pattuglia di carabinieri in centro città
Una pattuglia di carabinieri in centro città

Coppia campana denunciata per truffa aggravata: due quarantenni sono caduti nella rete dei carabinieri di Belluno che stavano indagando proprio sui raggiri messi a segno da “falsi” marescialli. Una indagine veloce, quella dei carabinieri di Belluno che in due giorni hanno anche recuperato monili e denaro per centomila euro. A tanto ammontava il maltolto alle vittime dei raggiri.

 Un trucco che ormai sta invecchiando, la chiamata telefonica del falso carabiniere che  annuncia chissà quale disgrazia e che manda il compare a casa della vittima per ritirare risarcimenti in denaro o gioielli: sono infatti in aumento le chiamate dei cittadini al 112 per le allerte. 

La voce maschile chiamante, a volte con un numero che “appare” proprio quello della stazione carabinieri, si presenta come maresciallo dell’Arma  e racconta di presunti incidenti stradali o arresti che coinvolgono un proprio caro, chiedendo di raccogliere il denaro e i gioielli. Lo stesso interlocutore mantiene la persona al telefono fino all’arrivo del complice, a cui verrà consegnato il tutto. Il Nucleo Investigativo di Belluno è riuscito a chiudere una indagine difficile, anche grazie alle preziose e tempestive segnalazioni della cittadinanza e al complesso servizio di osservazione attuato con il supporto del personale delle Compagnie  di Belluno e Feltre ed il continuo scambio informativo con la centrale operativa. Così sono stati individuati i due campani, un uomo e una donna quarantenni, il primo già noto per analoghi reati.
I due intorno al 17 febbraio hanno messo in atto un tentativo di truffa, non riuscendovi. Il giorno dopo invece sono andati a segno con due truffe riuscite a Belluno, e scappando  con l’auto a bordo della quale erano arrivati in provincia, poi abbandonata e ritrovata dall’Arma.
Nonostante la rocambolesca fuga i carabinieri del Nucleo investigativo di Belluno sono riusciti a ricostruire i loro spostamenti e hanno allertato i presidi attivi nelle stazioni Fs italiane, oltre ai Nuclei investigativi di Mestre e Bologna. Una allerta che ha permesso di bloccare i due proprio alla stazione Fs di Bologna, con la collaborazione del Nucleo investigativo  dei carabinieri di Bologna e dalla Polizia ferroviaria di Bologna: la coppia, nelle borse avevano ancora il bottino, monili e  denaro contante asportati alle vittime per un valore complessivo di oltre 100.000 euro.

Entrambi sono stati denunciati  per truffa aggravata in concorso alla procura di Belluno mentre la refurtiva è stata sequestrata in attesa della restituzione alle vittime.

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