Sul comprensorio di Arabba arriva l’infermiere in pista
Il progetto sperimentale si concluderà a marzo ed è finanziato da Dolomiti Emergency con il coordinamento dell’Ulss 1 Dolomiti. Il professionista sarà a disposizione anche per gli interventi notturni dell’ambulanza

Dopo l’automedica di Alleghe, arriva anche l’infermiere in pista ad Arabba. Si tratta di un progetto cofinanziato da Dolomiti Emergency, lo stesso sodalizio che sta sostenendo il servizio ad Alleghe. Il progetto nasce dalla volontà di garantire un servizio di assistenza sanitaria efficiente ed efficace sulle piste dove, nel periodo invernale si registra il numero maggiore di interventi da parte del Suem. Dal 10 dicembre 2025 al 19 febbraio di quest’anno si sono registrati già 903 soccorsi in pista (di cui 115 con l’elicottero) e di questi il 42% concentrati proprio ad Arabba. Sono quattro gli infermieri che si turneranno fino a marzo sulle piste, scelti tramite un bando apposito dell’Ulss 1 Dolomiti.
Chi è l’infermiere in pista
«Sono professionisti con una formazione specifica nell’urgenza-emergenza e che sanno sciare e che servono per integrare l’organizzazione del soccorso piste elevando il livello qualitativo e la tempestività dell’assistenza sanitaria avanzata», precisa la direttrice sanitaria, Maria Caterina De Marco. Il servizio è partito a gennaio anche se le prime settimane «sono state necessarie per sondare e conoscere il terreno di movimento e per creare la sinergia con la centrale operativa del Suem 118», ha precisato l’infermiera coordinatrice del servizio, Elisabetta Lorato.
Cosa fa
L’infermiere in pista supporta quindi il soccorso sulle piste del comprensorio per garantire assistenza d’emergenza a livello avanzato a pazienti traumatizzati o affetti da patologie internistiche tempo-dipendenti come infarto o ictus. «Dovranno valutare e stabilizzare i pazienti politraumatizzati, procedere in caso con attività di riduzione del dolore, intervenire sulle vie aeree e sulla ventilazione, monitorare e trattare le emergenze, comunicare con la centrale del Suem», precisa ancora De Marco. «La presenza dell’infermiere», ci tiene a precisare la direttrice del Suem, Cristina Barbarino, «si aggiunge all’attività normale di soccorso garantita dal 118, anzi si integra. L’attivazione di questa figura e di tutta la macchina dei soccorsi è contemporanea». «L’infermiere è posizionato a monte della funivia di Porta Vescovo e la sua presenza è garantita durante l’attività degli impianti. Inoltre,», ci tiene a precisare anche Jacopo Gabrieli presidente di Dolomiti Emergency, «è stata prevista la sua disponibilità dalle 22 alle 6 a supporto dell’ambulanza locale gestita dalla Croce bianca, che parte con autista e soccorritore, in caso di codici rossi. Questo servizio è stato proposto all’Ulss che l’ha subito accolto e in poco tempo siamo riusciti a metterlo in piedi», evidenzia Gabrieli precisando che Dolomiti Emergency su questo progetto ha investito 28 mila euro. I fondi restanti saranno a carico dell’Ulss.
Il comprensorio di Arabba
«Il comprensorio di Arabba gravita su tre province Belluno, Trento e Bolzano», precisa il presidente del Consorzio impianti a fine Arabba Marmolada, Diego De Battista. «Questo è un progetto pilota che vuole garantire ai nostri utenti un modello di assistenza sanitaria di alto livello, e anche una copertura sanitaria per l’intero territorio. Quello che vogliamo, cioè, è che chi viene sul nostro comprensorio si senta sicuro, e possa contare su servizi di alta qualità ad ogni livello, anche sanitario. Inoltre questo servizio non dovrà essere solo ad appannaggio dei fruitori delle piste, ma abbiamo voluto, di concerto con Dolomiti Emergency che fosse anche per chi abita qui». Il progetto oggi sperimentale, se i numeri saranno positivi, potrebbe essere riproposto. — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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