Trento: «Belluno deve andarsene»
L'ex consigliere regionale contro Venezia: «Pensano solo alla pianura»

Guido Trento, ex consigliere regionale
BELLUNO.
«Prepariamoci al referendum». In barba a quello che dicono i vicini di Trento e Bolzano che guardano con sfavore all'ipotesi di aggregazione della provincia di Belluno alla loro regione. Guido Trento, Partito Democratico, da sempre a fianco dei movimenti referendari, quelli comunali e ora quello provinciale, parte da un ragionamento: «L'Europa considera già oggi tutti gli abitanti delle Dolomiti alla pari». «Lo fa quando interviene, ad esempio, nel sostegno all'agricoltura. Non capisco perché lo Stato italiano e la regione Veneto non possano fare lo stesso. Il tutto è un mistero e comunque una grande ingiustizia. Per questo motivo, visto che noi vogliamo bene alla nostra terra e qui vogliamo che i nostri figli vivano dignitosamente, dobbiamo prepararci al referendum. Dobbiamo trasformarci in una valanga: solo così ci faremo capire a Roma». L'ex consigliere regionale non si preoccupa troppo delle posizioni contrarie di Trento e di Bolzano (in particolare di Bolzano). «Le continue esternazioni del presidente altoatesino Luis Durnwalder mi danno fastidio, come bellunese montanaro e come abitante nella provincia che ha nel suo territorio il 70 per cento delle Dolomiti. Voglio ricordare al governatore che i popoli delle Alpi sono sempre stati solidali, perché costretti a vivere le stesse difficoltà. Voglio inoltre ricordargli che lui può dire quello che vuole, ma non è il padrone, semmai il servitore pro tempore della sua gente. Voglio infine ricordargli, se se ne fosse dimenticato, che la condizione giustamente speciale che consente ai montanari del sud Tirolo di vivere con dignità nelle montagne non è stata costruita da lui ma dal Parlamento Italiano». Insomma, su questa partita Durnwalder non si deve esprimere. «Proprio per questo, a noi bellunesi le esternazioni del presidente delle Provincia di Bolzano non devono interessare, visto che non è certo lui a decidere del nostro destino. Dobbiamo invece chiedere al Parlamento Italiano di mettere fine a questa ingiustizia e di dare anche alla nostra provincia l'autonomia e di ridisegnare la nuova regione Dolomitica, scelta che ci consentirà di vivere nelle nostre montagne e non di abbandonarle». Guido Trento ricorda il suo ultimo intervento da consigliere regionale: «Ho detto agli altri consiglieri che avrei fatto tutto il possibile per portare via Belluno dal Veneto e lo farò fino in fondo. Non sopporto più l'ipocrisia che regna in Regione». La Regione, se volesse, potrebbe già dare molta autonomia a Belluno: deleghe, soldi. «Le leggi Bassanini hanno dato in mano alla Regione questa possibilità, ma la grassa Padania non ci darà mai l'autonomia. Ci dà solo qualche specchietto per le allodole. Serve qualcosa di più radicale». Tanto radicale da prevedere una modifica della Costituzione. «E questo la Regione non lo può fare. Quindi non vale la pena di perdere tempo con Venezia. E il tempo ormai è diventato scarso. A Venezia pensano solo a loro stessi, pensano alla pianura. Quando c'è stata l'alluvione, si è capito che quello che avevo predicato per anni era profondamente vero: ogni metro abbandonato in montagna significa un disastro in pianura. Ma a Venezia ci pensano? Pensano alla loro pianura, al loro prosecco. Non conoscono la montagna ma vogliono comandarla». Guido Trento torna anche sui fondi per la sanità: «Ci raccontano frottole, altro che il 25 per cento in più per la montagna. Alla fine è il 7 per cento in meno». Un referendum che è comunque la sconfitta della politica: «Certo, la politica ha fallito totalmente, completamente, e purtroppo dobbiamo dire che Davide ha perso contro Golia. La nostra speranza è che la piccola frana diventi una valanga, che diventi enorme, che si porti via tutto». «Ho detto agli altri del Comitato referendario: «E' come scalare una parete, uno pianta i chiodi, qualcuno pianterà la bandiera in cima. Noi siamo quelli che piantano i chiodi, qualcun altro pianterà una bandiera. Ma ci arriveremo». Trento è certo che sarà una battaglia lunga, ma sembra convinto della vittoria, alla faccia di Trento e Bolzano. (ma.co.)
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