Tra imprese e sindacati un dialogo a suon di tavoli

In sala botta e risposta tra Massaro e Berton 
Fdm

Il dibattito

«Cari sindaci, noi imprenditori pensiamo ad assumere (si veda Acc ed Ideal Standard), ma voi provvedete agli alloggi».

Così Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno, si è rivolta a Jacopo Massaro, primo cittadino di Belluno, nel corso del congresso della Cisl. Trovare casa, per chi viene a lavorare nel Bellunese, è infatti sempre più difficile.

Massaro, precedendo Berton, aveva invitato gli industriali a «ritornare a produrre», anziché a speculare sulla finanza. E aveva citato le due situazioni di crisi. Berton si è inalberata. Il sindaco di Belluno, però, ha svolto anche altre considerazioni. Ha accusato la Regione di sottrarre posti letto alla sanità di montagna per far crescere, invece, il privato. Ha sollecitato il sindacato a rivedere la contrattualistica in presenza dell’indispensabile ed urgente riforma della pubblica amministrazione. Ha messo il dito nella piaga dei trasferimenti dallo Stato: un ventisettesimo rispetto a quelli assegnati al Trentino alto Adige e al Friuli Venezia Giulia.

Berton, risolto l’“affaire” con Massaro, si è distesa parlando del sindacato e citando le positive relazioni testimoniate dai diversi tavoli (infrastrutture, politiche del lavoro, occhialeria). Naturalmente ha parlato anche di infrastrutture, rilevando però che mancano solo quattro anni alle Olimpiadi e che non ci siamo con i tempi per quanto riguarda i lavori.

Mauro De Carli, segretario della Cgil, soffermandosi sui tavoli e sui relativi protocolli, è sbottato dicendo: «Non riusciamo a concludere». E, quindi, anche per quanto riguarda il Pnrr «dobbiamo essere più incisivi». Ma Claudia Scarzanella, parlando anche a nome di Confartigianato Veneto, oltre che bellunese, si è detta fiduciosa su questa interlocuzione fra categorie economiche e forze sociali, facendo capire che la strada del dialogo è più produttiva di quella dello scontro. Michele Ferraro della Uil ha invece rimarcato che, se da parte delle forze economiche e del lavoro vi è relazione e impegno, «la politica dimostra invece poca lungimiranza». E che, purtroppo – come ha sottolineato con amarezza – «ho trovato che non solo gli esterni, ma anche tanti bellunesi ritengono che questa provincia stia perdendo attrattività».

In ogni caso, ha raccomandato ancora De Carli, se c’è una categoria sulla quale puntare ed impegnarsi, questa è senz’altro quella dei giovani. Da qui la piena condivisione con le tesi della Cisl. —



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