Torna la “Cena popolare” per festeggiare il compleanno di De Carlo

Calalzo. Torna oggi alle 19, sulla piazza di Calalzo, la “Cena popolare” organizzata da Luca De Carlo. Una cena nella quale si rovesciano i ruoli, con l’intero consiglio comunale, capeggiato dal sindaco De Carlo, che preparerà e servirà i piatti della cultura cadorina, affiancato anche da onorevoli, Gruppo Natura e altri amministratori cadorini.
«Sarà un’altra serata allegra e informale, con una comunità in festa. Compagnia e divertimento assicurati per chi ama Calalzo. Quest’anno», prosegue, «a servire ai tavoli sono riuscito a portare in Cadore anche due deputati: il barese Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia e il bellunese Dario Bond di Forza Italia».
Com’è nata questa iniziativa che cade il 7 agosto?
«“Per festeggiare il mio compleanno ho voluto avvicinare i miei cittadini alla vita amministrativa del Comune Così nel 2012 ho inaugurato l’iniziativa “A cena con il sindaco”. Mi sembra che l’obiettivo sia stato raggiunto e accettato con favore da molti. Lo scorso anno i cittadini che hanno accettato l’invito sono stati molti di più delle edizioni precedenti e sono convinto che lo saranno anche questo pomeriggio. Anche in questa occasione ci sarà l’estrazione di numerosi premi che sono stati offerti dalle aziende del Cadore. Ecco, anche questo è un fatto che fa piacere, perché i partecipanti alla cena non sono solo calaltini, ma arrivano anche da altri paesi cadorini».
La prima volta i cittadini che si sono seduti ai tavoli sulla piazza di Calalzo avevano solo un dubbio: saranno capaci i sindaci a cuocere il cibo e servirlo? Oggi questo dubbio non c’è più, perché gli amministratori hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione e più volte hanno riscosso anche gli applausi da parte dei commensali. Come li hanno riscossi i volontari del gruppo Natura che hanno dimostrato di saperci proprio fare con la cucina: tutti velocissimi nel preparare i piatti per non fare attendere le persone sedute, obbligando i “sindaci–camerieri” a sgambettare tra i tavoli. —
Vittore Doro
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