Terremoto in Venezuela, Belluno è in ansia per i suoi emigrati: «Ore al telefono»

Daniele Marchioro tiene i contatti con parenti e amici: «Le comunicazioni sono difficili, abbiamo paura»

Francesco Dal Mas
Daniele Marchioro (a destra) in Venezuela con due nipoti
Daniele Marchioro (a destra) in Venezuela con due nipoti

«Tra le vittime del terremoto in Venezuela, al momento, non ci risulta nessun bellunese, ma l’ansia è tanta, la paura tiene banco. Ancora le cose non si sanno bene, i contatti restano difficili». A parlare è Daniele Marchioro, un ex emigrato bellunese nel lontano Paese, che da anni si sta adoperando, insieme ad altri ex connazionali, per aiutare le famiglie più povere rimaste in Venezuela di discendenza veneta.

«È un Paese in ginocchio, è stato violentissimo il terremoto che ha colpito la capitale Caracas, ma soprattutto la zona costiera dello Stato de La Guaira, dove potrebbe aver provocato un’ecatombe con migliaia di morti. Dalla notte di mercoledì su giovedì sono appeso al telefono con tanti amici rimasti laggiù, ma non sono riuscito a mettermi in contatto con tutti. Anzi. Ho trascorso le ore passando da un social all’altro, con immagini sempre più disastrose».

Le conseguenze sarebbero state più gravi, secondo Marchioro, se le scosse avessero colpito in un giorno lavorativo. L’altro ieri, per fortuna, era festa nazionale, quindi i palazzi di Caracas avevano gli uffici vuoti e le fabbriche erano ferme.

«I bellunesi in Venezuela saranno rimasti in mille o poco più» fa sapere Marco Crepaz, direttore dell’associazione Bellunesi nel Mondo, «Tanti di loro sono rientrati in patria negli ultimi decenni, a seguito delle ripetute crisi economiche di quel posto. Tanto che non abbiamo in quel Paese neanche un circolo». Però i contatti sono rimasti frequenti. Anche il presidente Oscar De Bona dell’associazione Bellunesi nel Mondo ha provato ieri a chiamare, ma senza esito: «L’associazione è pronta comunque a fare la sua parte di solidarietà” assicura.

E il primo a rimettersi in movimento è proprio lui, Marchioro. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato al governo di Caracas ogni tipo di sostegno. Si sta preparando l’invio di uomini dei vigili del fuoco e della Protezione civile a bordo di aerei dell’aeronautica militare. Se necessario saranno pronti a partire anche volontari del Bellunese; la Protezione civile dell’Ana, in provincia di Belluno, è tra le più dinamiche d’Italia.

«La paura è che alla fine il numero dei morti si avvicini, come un incubo, alla stima di decine di migliaia di morti» conclude Marchioro, «Terribili le immagini rilanciate dai social. Sono crollati non solo vecchi palazzi, ma anche nuove costruzioni».

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