Terme, ora il contenzioso è per il bar
PADOLA. Non tutte le chiavi delle Terme sono tornate in mano al sindaco di Comelico Superiore.
Mancano ancora quelle del bar. E non si tratta di cosa di poco conto, perché proprio il bar risulta strategico in questi mesi invernali, quando la zona delle Terme (che resteranno chiuse dopo l'abbandono da parte delle Cooperative) diventerà una delle tappe del “Giro delle cime”, il tour sciistico ideato dalla Sextner Dolomiten di Franz Senfter. Ma andiamo con ordine. Il bar è stato gestito da sempre dalla Tur s.n.c. di Ornella Alfaré Lovo, di Padola.
«Fin da quel 14 giugno 2003», dice con un certo orgoglio la donna, «in cui le Terme hanno aperto i battenti».
Lei ha stipulato un contratto con la società di gestione in virtù del quale il canone di affitto sarebbe stato scontato, anno dopo anno, dalla spesa sostenuta per avviare il bar. A che punto siamo arrivati?
«La società sostiene che ormai avrei ammortizzato completamente i costi; io non sono d'accordo e quindi, fino a quando non chiariamo ben bene i conti, io le chiavi al sindaco non le restituisco».
Morale della favola: la società “Terme di Valgrande srl” ha sì ritornato le chiavi della struttura al Comune, il 5 novembre, dopo aver portato via arredi e macchinari di sua proprietà, ma non ha potuto restituire le chiavi del bar, in quanto ancora in mano alla gestrice.
«Il mio contratto prevedeva sei anni più sei», spiega la signora Ornella, «ed andrà a scadenza nel giugno del 2015. Ma, al di là di questo, si deve tener conto che, mentre all'inizio le Terme restavano aperte praticamente tutto l'anno, con l'arrivo delle Cooperative i periodi di apertura si sono via via ridotti; e di conseguenza è diminuita anche la mia attività, con un danno non indifferente».
Non solo: la signora sostiene di aver investito oltre 150.000 euro per attrezzare il bar con mobili ed elettrodomestici su misura, arredi per la sala, i tavolini, gli ombrelloni e tutto il materiale necessario. Di aver cercato un contatto con l'ex-presidente delle Terme Adriano Zandonella Callegher, nonché con Giovanni Cavallin, che è subentrato a Zandonella Callegher come amministratore unico della società di gestione delle Terme; ma di avere ricevuto come unica risposta l'avviso che sarebbe arrivata una lettera da parte dell'avvocato. Lettera che, ovviamente, alla signora Alfaré Lovo non è andata giù: a suo avviso i conti non tornano proprio.
«Che senso ha scriversi tramite avvocati quando ci si potrebbe sedere ad un tavolino e parlarsi chiaramente? Io non ho nessuna intenzione di piantare grane, ma non sono nemmeno disponibile a perdere altri soldi. Senza considerare poi che la chiusura anticipata mi ha creato un ulteriore danno. Mi sembra di essere rimasta in mezzo alla disputa fra Comune e Società di gestione».
Il contratto prevedeva, dice la signora, un preavviso di almeno un anno, che non c'è stato. E ciò sarà fatto valere in sede di eventuale contenzioso. Insomma le Terme, nonostante l'arrivo di 60.000 euro da Venezia, sembrano proprio non trovare pace.
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