Telefonia mobile ko Scopel: «Una figuraccia a livello turistico»
SEREN DEL GRAPPA. Cellulari muti e internet assente: dopo il caso registrato lunedì nel Basso Feltrino, il problema si è esteso anche ad altri paesi della provincia, colpendo Lamon, dove ieri la rete Wind era latitante, e altre zone di montagna, causandone dunque l’isolamento. Nonostante si parli di “era del digitale” sono ancora molte le parti del bellunese dove alcuni servizi legati alla diffusione delle comunicazioni digitali sembrano addirittura una chimera.
Ad intervenire sulla situazione è il sindaco di Seren del Grappa e coordinatore provinciale di Forza Italia, Dario Scopel, secondo il quale «sul piano turistico rischiamo delle autentiche figuracce».
«Quelli verificatisi in questi giorni su alcuni passi Dolomitici», spiega, «ma anche nel Basso Feltrino e nella Valle di Seren sono solo gli ultimi episodi di una catena dell’isolamento che sembra non avere fine. Mi riferisco agli ennesimi casi di reti per la telefonia mobile fuori uso, o incapaci di supportare la comunicazione tra i cittadini. E caso ancor più grave in questo periodo, a vantaggio dei numerosi turisti e vacanzieri che arrivano nelle nostre terre. Dopo i noti problemi alla diffusione del segnale televisivo e la lunga battaglia per la banda larga, la mancanza di una copertura adeguata per i telefoni mobili rappresenta oramai una vera e propria emergenza».
Scopel chiama quindi a raccolta tutti i soggetti politici ed istituzionali coinvolti nella partita, al fine di creare un fronte compatto che impegni concretamente gli operatori di telefonia mobile a investire in provincia su impianti adeguati ed affidabili. «Come possiamo proporci all’esterno per degli eventi quali i mondiali di sci del 2021», si domanda Scopel, «o più in là, delle Olimpiadi di Cortina e Milano del 2026 con una rete di telefonia mobile così balbettante? È una partita che occorre affrontare in maniera coordinata con il Ministero dello sviluppo economico e l’Agenzia per l’Italia Digitale, con il governo nazionale e la Regione Veneto a stretto supporto degli enti locali. Le unioni montane potrebbero poi essere il tavolo ideale per discutere con gli operatori, in quanto rappresentano aree omogenee».
«La questione», conclude Scopel, «è peraltro trasversale ad altri territori decentrati. La lotta allo spopolamento passa attraverso servizi oramai essenziali come questo, altrimenti sono solo chiacchiere». —
D.D.
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