Tecnica Design le imprese in rete

La nuova iniziativa mette assieme cinque aziende Il presidente Dal Pont: «Il nostro obiettivo è l’estero»

BELLUNO. Fare rete conviene. Nel primo trimestre 2013, 455 realtà imprenditoriali hanno utilizzato il contratto di rete, strumento snello che costituisce una libera aggregazione di imprese, molto più trasversale rispetto a ciò che si può riscontrare nei consorzi o nei distretti. In Italia sono sorte 94 nuove reti, facendo salire a 792 il totale dei contratti di rete per un coinvolgimento di 4.091 imprese in totale. Se questi sono i numeri al livello nazionale (fonte osservatorio Intesa Sanpaolo - Mediocredito Italiano), a Belluno c’è da registrare un’importante crescita di interesse.

Tre sono le reti nate in provincia nell’ultimo anno: due riguardano il settore della meccanica e una quella dell’arredamento. Quest’ultima, formalizzata meno di un mese fa, vede protagoniste due aziende bellunesi, Xiloform di Santa Giustina e FlexPiave di Lentiai, una trevigiana (Bending), una veneziana (G.b.r.) e una bolognese (Mpiù). La rete, una vera e propria nuova azienda, si chiama Tecnica Design. Messe insieme, le cinque aziende hanno un fatturata di circa 12 milioni di euro e una settantina di dipendenti.

Presidente di Tecnica Design è Stefano Dal Pont, di Xiloform. «In un quadro economico dove tutte le certezze del passato sono state stravolte, trasformarci e condividere il nostro percorso imprenditoriale con altre realtà era divenuto indispensabile – spiega Dal Pont -. Un’azienda con mezzo secolo di storia, come Xiloform, dalla semplice produzione di profili battiscopa negli ultimi anni è arrivata alla produzione di mobili finiti proponendosi all’estero nella fornitura alberghiera».

E cercando alleanze. «Sì, impossibile affrontare da soli le sfide del futuro. Ci siamo trasformati facendo diventare quelli che prima erano semplicemente nostri fornitori dei veri e propri partner. Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo realizzato due Pullman Hotel a Parigi e, sempre in Francia, tre ristoranti della catena Courtepaille, realtà con oltre 250 punti vendita. Ora proseguiremo su questa strada, con dei partner che nel frattempo da collaboratori sono diventati soci all’interno di Tecnica Design, rete per la costituzione della quale siamo stati seguiti dallo studio commercialisti Bampo».

L’estero come mercato privilegiato. «L’obiettivo di Tecnica Design è principalmente l’estero. Innanzitutto l’Europa, ma nel medio- lungo termine ci piacerebbe arrivare ai paesi emergenti. Forniremo il gruppo Accor, il secondo gruppo alberghiero al mondo, proprietario delle catene Ibis, Sofitel e Novotel. Stiamo partendo dal settore alberghiero ma l’intenzione è quella di aprirci anche ad altri ambiti, proponendo un’offerta completa che va dalla progettazione all’installazione. Insomma, un prodotto chiavi in mano».

Tutto facile? «Non esattamente. In una rete la cosa più difficile è imparare a perdere un pezzo della propria “sovranità”, condividendo ad esempio i dati sensibili. Ma la condivisione è l’unica via possibile per restare sul mercato e cercare di aumentare il fatturato e il margine. Condividendo il proprio know-how, si riducono le spese e ci si presenta in maniera unitaria, e perciò più efficace, al cliente». (i.t.)

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