Teatro, Cesare Zaccone al posto di Neri

Lunedì in consiglio di indirizzo il comune di Belluno presenterà il nome del nuovo presidente. Respinte le dimissioni di Levis
Alla sede della Usl in via Feltre ieri sono arrivati anche dipendenti di altri uffici pubblici tutti con in mano le cartelle pazze inviate dall'Erario
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di Paola Dall’Anese

bELLUNO

Potrebbe essere Cesare Zaccone, commercialista ed ex democristiano il nuovo presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti, al posto di Mario Neri. E’ questo il nome che circola in questi giorni a palazzo Rosso e che con ogni probabilità sarà presentato domani al consiglio di indirizzo dal comune di Belluno.

Zaccone, commercialista settantenne in pensione, è un ex consigliere comunale negli anni ’80 tra le fila dell’ex Dc, molto attivo a livello cattolico sia come presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, sia come sostenitore del Movimento per la vita. Una figura di spicco che avrà il compito di traghettare la Fondazione in questi sei mesi per liquidare tutti i suoi creditori.

Domani, nell’organo di indirizzo, il comune di Belluno farà con ogni probabilità il suo nome che passerà quindi al consiglio di gestione per la elezione a presidente.

Ma non è l’unica novità che riguarda la Fondazione Teatri. Da palazzo Piloni, infatti, fanno sapere che le dimissioni di Celeste Levis, membro del consiglio di gestione nominato dalla precedente giunta Bottadin, sono state respinte e che quindi Levis resta il rappresentante della Provincia in seno alla Fondazione, assicurando così il numero legale all’organo gestionale che potrà continuare la propria attività, bloccata da due mesi.

Naufragata, inoltre, la possibilità che la Fondazione Cariverona, attualmente dimissionaria, metta un suo uomo nel consiglio di gestione per salvarne le sorti, come qualche settimana fa era stato paventato. L’ente bancario non è quindi intenzionato a tornare dentro alla Fondazione Teatri.

Ma la situazione non soddisfa la Lega Nord, da sempre contraria alle modalità di gestione della Fondazione da parte del comune di Belluno, e in particolar modo dell’assessore Passuello. «Vogliamo che venga messo un nostro uomo all’interno del consiglio di gestione (Jacopo Savasta, ndr) perchè non ci fidiamo più di come viene gestito», sottolinea Leonardo Colle, vicesindaco, «chiediamo inoltre una verifica della contabilità della Fondazione per capire quali pagamenti sono stati fatti dall’ex presidente uscente prima di andarsene, per appurare se sia stata data precedenza alle fatture e ai servizi resi e poi ai contributi alle associazioni. Inoltre abbiamo chiesto al sindaco Prade che passi in consiglio comunale l’ordine del giorno sulla residenza teatrale, oltre alla richiesta della revoca della delega alla cultura all’assessore Maria Grazia Passuello, cercando così di recuperare il rapporto con la Fondazione Cariverona».

Richieste precise quelle del Carroccio che in tutta questa partita si è sempre lamentato di essere stato lasciato fuori. «Abbiamo chiesto il minimo dopo il caos che ha combinato il Pdl che non intendiamo salvare dal cul de sac in cui si è ficcato», precisa Colle che si dice contrario anche sul possibile nome di Zaccone alla presidenza. «Se questo fosse il nome, a noi non piace. Vogliamo avere garanzie ferree che non si facciano pasticci e sulla verifica dei conti non molleremo».

Non fa i salti di gioia nemmeno Angelo Pauletti, rappresentante feltrino nel consiglio di gestione, il quale non si dice nè d’accordo nè contrario al nome di Cesare Zaccone, ma vuole andare oltre.

«La cosa importante è che l’organo di gestione inizi a ragionare su come organizzare la nuova stagione, anche perché i fondi sono passati da 600mila a 150mila e quindi o interviene un imprenditore teatrale, oppure torniamo alla gestione diretta dei teatri. Credo che, al di là delle solite beghe politiche che non mi pare abbiano fatto bene alla cultura bellunese, sia questo il nodo su cui dovremo concentrarci. Siamo tornati con la palla al centro, adesso si devono fare le mosse».

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