Tassa soggiorno Ecco perchè la minoranza ha detto di no
AURONZO. Tatiana Pais Becher e Walter Antoniol, consiglieri del gruppo di minoranza “Insieme per Auronzo”, spiegano con un comunicato perché hanno deciso di votare contro l’istituzione della tassa di soggiorno.
«Risulta evidente la volontà di imporre questa tassa contro tutti e a tutti i costi», commenta Antoniol, che aggiunge poi un’annotazione di carattere procedurale. «Innanzitutto», spiega, «si propone una nuova tassa senza nemmeno aver approvato il bilancio di previsione per il 2013, quindi senza conoscere le reali necessità finanziarie dell’ente per l’esercizio in corso e senza che al momento siano stati neppure affrontati due nodi cruciali per il paese: il futuro della società “Auronzo d’Inverno s.r.l. e dello stadio del ghiaccio».
Tra le motivazioni addotta dalla minoranza per spiegare il suo no, anche gli effetti negativi che la nuova tassa potrebbe produrre nel settore turistico, sia sotto l’aspetto economico e sia per i balzelli burocratici e le sanzioni amministrative che verrebbero messe in capo ai gestori delle strutture ricettive, in molti casi nemmeno imprenditori turistici ma semplici proprietari di appartamenti.
«In un momento storico in cui si invoca da più parti una detassazione», continua Antoniol, «qui invece si impone un nuovo onere sulle imprese turistiche e sulle seconde case degli auronzani, le quali, con l’introduzione dell’Imu, sono già state pesantemente colpite, mentre il Comune ha aumentato le proprie entrate di 353 mila euro rispetto all’Ici. Un carico fiscale che rischia, nel corso dell’anno, persino di aumentare ulteriormente con l’introduzione della nuova tassa sui rifiuti».
Pais Becher, dal canto suo, fa poi notare come l’organizzazione e le manifestazioni turistiche auronzane si siano sempre svolte con regolarità in passato, senza dover mai intervenire imponendo nuove forme di tassazione alla popolazione, ma ottenendo finanziamenti e compensando le esigenze di bilancio con maggiori entrate extratributarie.
Antoniol e Pais Becher manifestano infine il loro sconcerto per il fatto che si sia deciso di esentare dalla tassa i rifugi alpini.
«Il paradosso», spiegano i due consiglieri di minoranza, «è che un pensionato che affitta un appartamento magari per arrotondare la sua misera entrata sarà soggetto a tassazione; mentre ad esempio il rifugio Auronzo, con il grande giro d’affari e di utili su cui può contare, non sarà soggetto ad alcuna tassazione. Una discriminazione evidentemente ingiusta, che a nostro giudizio l’Amministrazione dovrebbe evitare di fare, soprattutto in un momento tanto difficile come quello che viviamo».
Pais Becher ricorda anche come la stessa Federalberghi si sia dichiarata contraria all’imposta di soggiorno, poiché essa ridurrebbe la competitività del sistema turistico italiano, senza apportare alcun beneficio.
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