Stanziati 230 mila euro per il percolato a Cordele Si lavora al depuratore

Belluno

Il Comune stanzia altri 230 mila euro per smaltire il percolato prodotto dalla discarica di Cordele. La cifra servirà per coprire il trasporto del materiale inquinante per tutto il 2020 e parte del 2021, nell’attesa che venga installato il depuratore che Bellunum sta progettando.

L’iter dell’opera, infatti, non è ancora concluso. A gennaio era stato approvato dalla giunta di Palazzo Rosso il progetto definitivo, ma deve ancora essere appaltata la progettazione esecutiva. Poi bisogna fare la gara, affidare i lavori, installare l’impianto di trattamento, testarlo. Insomma, ci vorrà ancora qualche mese perché il depuratore inizi a fare il suo lavoro a Cordele.

«Non sappiamo ancora quando sarà installato perché siamo in fase di progettazione esecutiva», spiega Davide Lucicesare, amministratore unico di Bellunum. «Se tutto andrà bene potremmo avere l’impianto operativo a dicembre, altrimenti entrerà in funzione nei primi mesi del 2021».

La cifra stanziata da Palazzo Rosso con la determina firmata dal dirigente il 3 aprile, copre anche le spese per il prelievo del percolato per il prossimo anno. «In ogni caso, una parte dei residui della depurazione, stimiamo circa il 13% del materiale prelevato oggi, dovrà ancora essere prelevata da una ditta specializzata e smaltita in impianti specializzati per questo genere di sostanze», precisa Lucicesare.

Il depuratore, però, permetterà di ridurre di molto la cifra che ogni anno il Comune spende per eliminare il percolato che si forma nella discarica a causa delle infiltrazioni di acqua. Una cifra vicina ai 300 mila euro, che aumenta negli anni piovosi e che pesa sulle casse di Palazzo Rosso. Proprio per ridurla si è deciso di costruire un impianto di trattamento del percolato, in grado di depurare il liquido che si forma e nella discarica.

Il costo dell’opera sarà impegnativo: 935 mila euro. Ma i vantaggi saranno innegabili e non solo dal punto di vista economico. A convincere il Comune della bontà dell’operazione, infatti, è stato anche l’aspetto ambientale.

Fra qualche mese l’impianto, predisposto anche per il trattamento dei Pfas, sarà pronto ad entrare in funzione. —

Alessia Forzin

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