Spade, Formegan riscopre la sua eccellenza

Tra Quattrocento e Cinquecento il paese era specializzato nella produzione di lame di pregio artistico

SANTA GIUSTINA. Tra il Quattrocento e il Cinquecento Formegan era un centro di eccellenza nella produzione di spade, soprattutto di lame flessibili e resistenti.

Una pagina di storia poco conosciuta, che Michele Vello e Fabrizio Tonin hanno cercato di riscoprire. Partiti dalla traccia già nota, riportata nel libro sulle rogge pubblicato nel 2004 dal Comune, di una spada custodita a Palazzo Venezia a Roma firmata Pietro da Formicano, nelle loro ricerche ne hanno ritrovate altre, alcune di cui nel tempo si sono perse le tracce, altre che oggi sono esposte in musei di eccellenza.

A differenza della scuola feltrina e bellunese, quella di Formegan sembra fosse una produzione più limitata, probabilmente artigianale, ma di maggior valore artistico, con pezzi molto particolari come le lame forate, destinate a spade da parata e non da combattimento.

Una di queste lame oggi si trova esposta al Kusthistorische Museum di Vienna, perché parte di una spada appartenuta a Rodolofo II di Asburgo, un’altra è parte della collezione del Metropolitan Museum di New York, che l’ha acquisita a fine anni Sessanta e in quella sede la riconosceva come lama di produzione bellunese, anche se oggi, purtroppo, la assimila a quelle spagnole. Una lama, montata su un’elsa di un artista importante come Schiavone, è arrivata anche a Cracovia.

Il fatto di trovare lame di Pietro da Formicano, ma anche più genericamente marchiate Formicano, su spade di autori importanti dei secoli successivi è un segno del grande valore di questa produzione. E queste spade erano vere e proprie opere d’arte, di cui si parlava nell’Ottocento nelle riviste d’arte europee: non mancano pagine che raccontano di preziose spade con lame firmate da Pietro ma anche da un Simeon Mamani, che potrebbe essere anche lui un autore locale. Spade di cui poi si sono perse le tracce, forse anche perché in collezioni private.

Ci sono ancora tracce da esplorare per provare a ricostruire questa pagina di storia: i due studiosi intendono proseguire in questa strada, provando a capire se davvero la Valbelluna fosse, come sembra, un centro di eccellenza come Toledo o Solingen, grazie anche alla qualità eccellente del ferro delle miniere del Fusil e dello Zoldano.

Anna Apollonia

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