Sottoguda: ospitalità e smart working «Così bloccheremo la fuga dei giovani»

Un piano articolato quello presentato dal sindaco De Bernardin «Creeremo occupazione con il recupero degli edifici pubblici» 
Gianni Santomaso

ROCCA PIETORE



Ristrutturare alcuni edifici pubblici comunali e privati affinché possano ospitare anche uffici di start-up che, grazie alla possibilità dello smart-working, decideranno di lasciare la città e trasferirsi in montagna. Ci sarà anche questa prospettiva nello studio di fattibilità che il Comune di Rocca Pietore invierà alla Regione Veneto entro fine mese per cercare di convincerla della bontà del proprio progetto e riuscire a ottenere la candidatura per i 20 milioni di euro da stanziare poi sul borgo di Sottoguda.

«Ora la sfida si fa dura», ammette il sindaco di Rocca, Andrea De Bernardin, «in tempi strettissimi dovremo mettere a punto uno studio il più preciso possibile delle azioni che intendiamo sviluppare, consapevoli che, per raggiungere l’obiettivo del progetto, serve investire con lungimiranza e attenzione».

La finalità del bando è infatti quella di rivitalizzare borghi abbandonati o in stato di abbandono. Nelle scorse settimane De Bernardin aveva già fotografato la situazione demografica del suo comune e della frazione di Sottoguda in particolare: «Per quanto riguarda il Comune di Rocca Pietore», ribadisce, «oggi abbiamo 1.156 abitanti, ma nel 2000 ne avevamo 1.441: abbiamo perso un 20% di popolazione. Se andiamo più indietro, i dati assumono una proporzione ancora maggiore: nel 1981 gli abitanti del Comune erano 1.772: il 35% in più di oggi. Per quanto concerne Sottoguda oggi i residenti sono una settantina, superiamo i 100 se sommiamo quelli delle frazioni soprastanti di Pian e Palue: quarant’anni fa erano tre volte tanti».

Cosa fare per invertire tale drammatico andamento? L’amministrazione comunale rocchesana intende in parte provare a ripetere l’esperimento già eseguito nella frazione di Laste nell’ambito del progetto di valorizzazione turistica del medio-alto Cordevole finanziato con i Fondi di confine, in parte, e questa è la vera novità, cercare di creare le premesse per una crescita dei posti di lavoro e, di conseguenza, della popolazione residente.

«A spendere 20 milioni di euro in fognature, illuminazione pubblica, pavimentazione, opere di messa in sicurezza del territorio», dice infatti il sindaco De Bernardin, «non si sta tanto. Qui, però, dobbiamo utilizzarli per un investimento che porti a una crescita della popolazione, che generi ricchezza per il borgo e aumenti il lavoro».

La traduzione in concreto di questi imperativi arriverà entro la fine del mese. Il sindaco, tuttavia, anticipa alcune idee che la sua amministrazione sarà pronta a sviluppare qualora la Regione scegliesse Sottoguda fra i nove borghi veneti che hanno passato la prima selezione. «A Sottoguda la realtà socio-economica è diversa da quella di Laste, dove siamo riusciti a dar vita a un progetto di ospitalità diffusa con la creazione di un bar-ristorante che funge da reception in una frazione che non aveva più nemmeno un bar», dice De Bernardin. «A Sottoguda, invece, ci sono ancora alcune attività. La nostra intenzione è quella, in primis, di ristrutturare degli edifici pubblici come le vecchie latterie che si trovano nelle ultime case nella parte alta del paese e in fondo a esso verso Palue, come l’ex sede dei vigili del fuoco, come la casa centrale in cui oggi ci sono l’ufficio turistico e il museo multimediale. Tutto deve avvenire con finalità ben precise: creare lavoro, occupazione, attività, premesse fondamentali per l’aumento demografico nel borgo. Penso, per esempio, che Sottoguda, se digitalizzato a dovere come prevediamo di fare, possa essere fonte di attrazione per le start up che vogliano lasciare la città e dare la possibilità di lavorare da remoto ai propri dipendenti».

La giunta De Bernardin intende anche lavorare in collaborazione e sintonia con i privati per riuscire negli intenti che si propone. «Anche i privati avranno la possibilità di avere aiuti economici per ristrutturare degli edifici e farne luogo di attività: un bed&breakfast, un appartamento o un ufficio da affittare», conclude il sindaco. «Nel caso di attività già esistenti si potranno prevedere contributi per sistemare e potenziare la struttura sempre con la finalità di creare nuovi posti di lavoro e, quindi, di portare vitalità al borgo di Sottoguda che crediamo essere una perla con le giuste potenzialità per far fruttare al meglio 20 milioni di euro di investimenti». —



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