Sms minacciosi a un negoziante

Sedico. Titolare di una pizzeria in aula per tentate insolvenza e violenza privata

SEDICO. Arredamento da pagare e sms preoccupanti. Il gestore di una pizzeria di Sedico è stato portato in tribunale dal titolare di un’azienda, per le ipotesi di reato di tentate insolvenza fraudolenta e violenza privata. Andrea Pagano è difeso dall’avvocato Serrangeli, mentre il legale rappresentante della Lamas si è costituito parte civile con Mauro Gasperin. C’è già stata una causa civile e adesso si è passati al penale.

Nell’udienza di ieri è toccato proprio a Ezio Moretti raccontare la vicenda e descrivere i messaggini sul numero di cellulare che l’hanno allarmato, da “Sogni d’oro” a “Fai il bravo, non farmi muovere amici che mi dispiacerebbe scomodare”.

Era stato un architetto a progettare l’arredamento del nuovo locale in paese. Un valore complessivo di 96 mila euro, dei quali 50 mila regolarmente saldati. I rapporti tra Pagano e Moretti erano buoni e la fiducia era reciproca, anche per delle conoscenze comuni. Si sono deteriorati quando il ristoratore avrebbe cominciato a ritardare i pagamenti con la scusa che il lavoro non era stato eseguito a regola d’arte (tavoli e bancone incisi e una porta danneggiata) e la banca interessata non forniva il credito necessario.

Ci sono stati dei solleciti di pagamento, per contro dei messaggini partiti dal telefono di Pagano e arrivati a quello di fabbricazione finlandese di Moretti: 31 ottobre 2012 e 17 e 18 ottobre 2013. Il contenuto era quello già descritto, con minacce più o meno velate. L’invito a trascorrere una buona notte e soprattutto a fare il bravo, perché c’erano degli amici pronti. I messaggi sono stati fotografati dall’uomo della polizia giudiziaria che era stato incaricato dalla procura della Repubblica.

Serrangeli ha cercato di smontare l’accusa, giudicando incredibili le minacce, tenuto conto del fatto che Pagano non frequentava e non frequenta pregiudicati, pertanto da Napoli e dintorni non sarebbe arrivato nessuno. Tuttavia la controparte si è preoccupata ed è andata a presentare una querela. Nel frattempo il debito è stato quasi estinto, nel senso che sono stati versati altri 36 mila euro e ne rimangono 10 mila. Ma il processo davanti al giudice Berletti e al pubblico ministero Rossi non si ferma e se ne riparlerà nelle prossime settimane.

Gigi Sosso

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