Sisto Da Roit si candida a sindaco di Agordo

AGORDO. Sisto Da Roit si candida a sindaco di Agordo. Dopo quella di Claudio Sito c'è un'altra ufficializzazione. L'attuale vicesindaco di Agordo ha sciolto gli indugi e annuncia che sarà della partita per la successione a Renzo Gavaz. Lo fa dopo aver cercato di capire quello che succedeva intorno, soprattutto nella sua area politica di riferimento, cioè il centro-sinistra. A novembre Da Roit aveva infatti legato la sua disponibilità all'unità di quest'ultimo schieramento dicendo che di fronte a un'altra candidatura della stessa area sarebbe rimasto fermo. Le cose si erano però complicate perché Roberto Chissalè e Cristina Bien avevano fatto sapere che erano in corso ragionamenti su una possibile lista civica.
«Sto lavorando con un gruppo di persone» conferma oggi Cristina Bien «vedremo».
Un “vedremo” di fronte al quale Sisto Da Roit non ha però più potuto aspettare. «So che questa decisione può prestare il fianco a qualche critica» dice il vice sindaco attuale «ma, nei confronti delle persone che mi avevano dato la loro disponibilità, dovevo prendere una decisione definitiva. Cristina mi è parsa motivata, ma ha detto che le serviva ancora del tempo, ma il tempo stringe e allora io mi candido con rispetto e ammirazione per tutti quelli che intendono cimentarsi in questa avventura, perché so cosa vuol dire guidare un comune in questi tempi». Con Da Roit ci saranno di sicuro tre nomi che provengono dall'attuale maggioranza, Angelo Ramazzina, Stefano Tomè e Nadia Dell'Agnola, a testimonianza di una continuità con il lavoro di questi dieci anni. «Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto» dice «anche con gli errori o con le cose che si poteva fare meglio. Certo adesso arriveranno persone nuove con nuove idee e nuovi stili». Da Roit non fa promesse, ma spiega subito il suo obiettivo. «I prossimi anni» dice mentre, oltre a quelle di Cristina Bien, si attendono le mosse di Silvio Spinnato, di Marco Resnati e di Sergio De Riva «che siano anni di semina più che di raccolta. È venuto il momento di mettere in un cassetto la frase “Roba del Comun roba de nisun” e di sostituirla con “La cosa comune è anche roba mia”. Dobbiamo ritrovare tutti interesse per la cosa pubblica, dobbiamo riuscire a coinvolgere la gente, a portare attenzione per la persona, a condividere assieme le cose da fare».
Gianni Santomaso
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