Sersa diventa srl, risparmi investiti

BELLUNO. La diminuzione del capitale sociale di Ser.sa libera risorse per adeguare la casa di riposo alla normativa antincendio. L'operazione rientra all'interno del cambio di denominazione sociale della società interamente partecipata del Comune che si occupa di servizi sociale e assistenziali (centro diurno, casa di riposo, assistenza domiciliare, ecc). Ser.sa oggi è una spa, diventerà srl se il consiglio comunale approverà l'operazione. La seduta è convocata per oggi alle 16.
«Dal punto di vista sostanziale cambia poco, dal punto di vista formale invece l'operazione è importante», anticipa l'assessore Maurizio Busatta, che di Ser.sa è stato amministratore fino a qualche mese fa. «La trasformazione nasce dall'esigenza di realizzare risparmi gestionali. Per esempio non ci sarà più un collegio sindacale composto da tre membri: ci sarà un organo di controllo monocratico. Tutte le società partecipate del Comune sono società a responsabilità limitata, solo Sersa era rimasta società per azioni, dunque si è proposto di effettuare la trasformazione».
Il passaggio a srl consentirà anche di adeguare lo statuto alle norme sul controllo in house. «Sarà inoltre ridotto il capitale sociale: da 250 mila euro passerà a 130 mila», prosegue Busatta. «Questa operazione libererà risorse che il Comune investirà nella struttura, per eseguire interventi strutturali ai fini dell'adeguamento alla normativa antincendio». I lavori sono necessari per ottenere l'accreditamento e l'autorizzazione all'esercizio e vanno eseguiti entro il 2017. «Non si tratta di grossi interventi, ma la cifra è comunque importante: superiore ai 100 mila euro», aggiunge l'assessore. «La società aveva inviato un rapporto dettagliato al Comune nell'agosto dell'anno scorso, e durante il mio mandato aveva già effettuato interventi per circa 50 mila euro. A bilancio quest'anno il Comune ha stanziato 30 mila euro, uniti alle risorse che si libereranno con la diminuzione del capitale sociale si dovrebbero accelerare le procedure per fare questi interventi». Oltre a Sersa, in consiglio si parlerà anche del protocollo “Provincia bio”. Lo spunto verrà da una mozione di Irma Visalli, Roberto De Moliner, Claudia Bettiol, Andrea Lanari, Sergio Marchese, Ida Bortoluzzi e Patrizia Burigo, che vogliono vederci chiaro perché in commissione nei mesi scorsi erano stati presentati due documenti diversi in materia: uno del Parco, con la denominazione “Provincia bio” e l'altro proposto dall'Um bellunese, che invece elimina la dicitura “biologico” a favore di “distretto tradizionale ed ecologico”. (a.f.)
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