Senza stipendio da cinque mesi, protestano i dipendenti della Roni

SEDICO.
Non ricevono lo stipendio da cinque mesi. Per questo i lavoratori della Roni hanno scelto di scendere in piazza. Lo hanno fatto di prima mattina, distribuendo anche dei volantini tra gli automobilisti di passaggio al Mas di Sedico, dove campeggiano le bandiere dei sindacati.

 «Vogliamo risposte dall’azienda», dice al megafono Marco Nardini, Fillea Cgil. Dalle 7 alle 8.30 sono circa una trentina i lavoratori che aderiscono alla protesta. «Ci sono tante famiglie in difficoltà. Finora l’azienda non ci ha dato risposte. Non è stato un atteggiamento corretto», prosegue Nardini. Tanti automobilisti vengono fermati e sensibilizzati sul tema: la maggior parte non sa che la Roni è in difficoltà. Sembra quasi impossibile dopo sessant’anni di solidità. «Era un punto fermo», dice un abitante che assiste alla protesta.

 Il volantino della discordia.
Se tutte le sigle sindacali sono scese in strada, un certo disaccordo c’è stato sulle modalità della protesta. «Non condivido alcune espressioni della Cgil nel volantino», afferma Edi Toigo, segretario provinciale e regionale Filca Cisl, riferendosi a due parole contenute nello scritto diffuso tra la gente: “conflitto sociale”. «Oggi più che mai serve condivisione», ribatte Toigo. «Dobbiamo affrontare questi problemi insieme, dai sindacati alle aziende, passando per le istituzioni». Prende le distanze dai “toni utilizzati” dalla Fillea, la Feneal Uil.

 Puntualizzazioni a parte, resta il problema di un’azienda che si è smarrita: «Come la Roni ce ne sono tante altre. Il periodo economico è negativo e la Roni ha pagato molto caro». Tanto hanno influito i problemi generali del comparto: il crollo della domanda e l’insolvenza dei debitori. «Ci sono poi le banche», sottolinea Toigo, «fanno danni».

 Appello al governo.

 Vuole capire qual è il piano dell’azienda Valerio Costa, segretario provinciale Fillea: «Dopo 5 mesi senza stipendio i lavoratori devono avere maggiore attenzione. Vogliamo capire dall’azienda cosa ne sarà di loro». Ma per il sindacalista, il problema è di ordine generale: «A questo punto, dovrebbe intervenire il governo e dare maggiori garanzie, a cominciare da procedure di cassa straordinaria».

 Gli stati generali.
Sottolinea come si stia procedendo a grandi passi verso gli stati generali dell’edilizia, previsti tra la fine di maggio e metà giugno, il segretario della Feneal-Uil Valerio Zannin: «Saranno coinvolti tutti, dalle aziende agli enti che devono sbloccare i cantieri e dare ossigeno a un intero comparto». (cr.ar.)

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