Sedico: i lavoratori della Roni sul lastrico
«Roma non firma: da luglio 2010 senza cassa integrazione»

SEDICO. Senza cassa integrazione da luglio 2010 e con le banche sanguisuga che chiedono indietro i soldi anticipati. Per circa 47 dipendenti della Roni di Sedico il problema del giorno è trovare di che mangiare: sono ridotti praticamente sul lastrico. «Da luglio del 2010 non percepiamo più la Cig straordinaria perchè a Roma non hanno ancora firmato» denunciano due lavoratori. Ma la drammatica situazione è di quanti risultano ancora dipendenti dell'azienda edile fallita: «Non si può continuare così: dobbiamo pagare l'affitto, sfamare le famiglie e ora le banche ci chiedono i soldi anticipati per la Cig. C'è chi deve pagare il mutuo o chi va alla Caritas perchè non ha altro posto dove trovare quel che serve ai suoi bambini». Sono incavolati neri i dipendenti che l'anno scorso hanno perso il posto di lavoro. Per loro ad aprile 2010 è scattata la Cig straordinaria: ad anticiparla, le banche che hanno firmato un accordo con la Provincia, in attesa della firma da Roma. Dopo il giallo di Unicredit che con i fondi della cassa versati lì erroneamente (è l'unica banca a non aver partecipato all'accordo) ha coperto i pagamenti arretrati di alcuni lavoratori, lasciandoli praticamente al verde, ora un'altra beffa c'è per i dipendenti Roni. Percepiti intorno a ottobre o novembre 2010 gli «anticipi» di Cig per il periodo da aprile a luglio 2010, poi non hanno visto più nulla perchè «da luglio non è stata più firmata altra Cassa a Roma. E ora abbiamo le banche da pagare perchè chiedono indietro i 600 euro al mese che hanno anticipato». Totale: 3000 euro da sborsare. «Come facciamo? La Cig non arriva e lavoro non ce n'è, qui è tutto morto e di liquidazione non abbiamo preso nulla, l'impresa Roni è fallita e non sappiamo come fare a campare. Io debbo pagare l'affitto ormai da cinque o sei mesi e ho due bambini piccoli: che cosa devo fare?». Le cose non cambiano neanche per chi vive nella casa avuta dai genitori: «Non ci si può neanche mettere nelle liste di collocamento perchè siamo ancora dipendenti Roni, almeno fino ad agosto del 2011. Ma non possiamo neanche starcene zitti così. L'affitto? Io non pago più niente, c'è gente che va alla Caritas a Feltre, per i bambini che vanno a scuola, c'è chi ha il mutuo da pagare» spiega un altro lavoratore. In questa situazione, circa 47 persone che aspettano la cassa integrazione. «Si muovano, i politici: potrebbero fare qualcosa visto che il problema è Roma». «Hanno ragione: mi risulta che le pratiche al ministero siano ancora in fase di elaborazione ma non si può continuare così. Anche perchè la Cig di aprile i dipendenti l'hanno avuta a novembre» dice Valerio Costa, segretario Fillea Cgil, che invita i politici a «spingere» per snellire la burocrazia. «Il problema è la lunghezza dei tempi di approvazione della Cig straordinaria. Decreti e approvazioni dovrebbero essere più veloci: andrebbe sveltita tutta la procedura, i lavoratori l'aspettano per poter mangiare. Chiedo quindi un impegno non fittizio ai parlamentari bellunesi: questo deve essere l'impegno».
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