Quasi 150 euro in più al mese per chi lavora nella scuola: nel Bellunese interessati in 3.400

Il rinnovo del contratto della scuola riguarda i trattamenti economici 2025-2027. Chiuse le procedure per le graduatorie delle supplenze

Paola Dall’anese
Una lezione a scuola
Una lezione a scuola

Procede a passo veloce la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della scuola che prevede in media 143 euro lordi in più al mese.

In provincia sono 3.400 le persone che saranno interessate da questi incrementi tra docenti, educatori e personale amministrativo, tecnico e collaboratori scolastici. Personale che dal primo gennaio di quest’anno sta percependo gli incrementi decisi a dicembre 2025 con la sigla del rinnovo del nuovo contratto (contratto che tra l’altro è già scaduto).

L’11 marzo scorso si è aperta la trattativa per il rinnovo del contratto per il triennio 2025-2027. Una trattativa ripartita per la prima volta nella storia della scuola «dopo che nel dicembre 2025 è stato siglato l’accordo per il rinnovo del contratto 2021-2024», precisa Anna Lucia Tamborrini, segretaria della Cisl scuola Belluno Treviso. «Il prossimo incontro è in calendario per il 24 marzo e l’ultimo il primo aprile». La speranza è che in questi due incontri che mancano si riesca a trovare l’accordo e quindi far partire gli incrementi con gli arretrati dal primo gennaio 2025 (all’incirca 1.600 euro) per tutto il personale della scuola.

Intanto si sono chiuse le procedure per le iscrizioni alle graduatorie provinciali delle supplenze (Gps). «In provincia sono centinaia le persone interessate a questo sistema di reclutamento», evidenzia ancora Tamborrini. «Le assunzioni in ruolo, visto l’esaurimento delle graduatorie, avverranno sia dalla prima fascia delle Gps, ma anche dalle graduatorie di merito derivanti dall’esito dei concorsi che si sono svolti in questi anni. Inoltre, nella prima fascia della graduatoria delle supplenze ci saranno molte persone che entreranno visto che hanno seguito i corsi Indire dedicati a chi aveva tre anni di servizio nel sostegno».

La Cisl scuola poi evidenzia come molte sono state le telefonate al sindacato in queste settimane da parte di persone anche provenienti da fuori provincia oltre che da fuori regione per avere informazioni sulle possibilità di lavoro nella scuola bellunese. «C’è da attendersi quindi che nelle graduatorie delle supplenze potranno arrivare molti insegnanti provenienti da fuori».

Ma è possibile che diversi saranno anche i professionisti che chiederanno di poter cambiare scuola all’interno della stessa provincia dolomitica ma anche di poter modificare provincia o addirittura regione grazie all’apertura delle procedure di mobilità.

«Chi chiederà il trasferimento fuori dal nostro territorio lo farà in base soprattutto alla possibilità del ricongiungimento familiare», conclude Tamborrini che evidenzia poi come «se gli insegnanti in parte ci sono, resta invece da superare lo scoglio del direttore dei servizi generali. Ci sono molte scuole che hanno personale amministrativo supplente e ci sono anche casi dove alcuni istituti non sono riusciti a rimpiazzare i direttori generali, quelli che vengono chiamati Dsga, figure importantissime per garantire il funzionamento di tutte le attività finanziarie delle scuole e l’esecuzione di alcuni progetti importanti per gli istituti scolastici». 

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