Santo Stefano, boscaiolo morì colpito da un cavo: il principale a processo

Rinviato a giudizio il titolare dell’impresa boschiva per la quale lavorava l’operaio bosniaco Elvir Sarajcic. Menel: “Lavoratore senza formazione e dispositivi di protezione individuali. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre lavora”

Gigi Sosso
Le prime indagini sulla morte del boscaiolo bosniaco
Le prime indagini sulla morte del boscaiolo bosniaco

Boscaiolo morì sul lavoro in Val Visdende. Ci sarà un processo per chiarire cosa accadde due anni e mezzo fa in Val Visdende quando l’operaio bosniaco Elvir Sarajcic, durante alcuni lavori nei boschi di Santo Stefano di Cadore, fu colpito da una fune d’acciaio morendo all’istante. Questa mattina, in tribunale a Belluno, è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo il datore di lavoro dell’epoca P.M., amministratore della azienda austriaca Sonnhof Entwicklungs Gmbh.

Il giudice per le udienze preliminari Vettoruzzo ha fissato la prima udienza per il 27 gennaio 2027. “Questa tragedia richiama con forza il tema della sicurezza sul lavoro – spiega Alain Menel, di Giesse – Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’operaio non sarebbe stato adeguatamente formato, non avrebbe avuto a disposizione attrezzature e dispositivi di protezione idonei e non sarebbero stati effettuati gli adempimenti fondamentali in materia di sicurezza, dalla valutazione dei rischi alla sorveglianza sanitaria. Vediamo cosa verrà accertato definitivamente durante il dibattimento, resta il fatto che la formazione e la prevenzione non sono formalità burocratiche, ma strumenti indispensabili per salvaguardare la vita dei lavoratori. Ci auguriamo che il procedimento contribuisca a fare chiarezza su quanto accaduto e a richiamare l’attenzione sulla necessità di impedire che altre famiglie debbano vivere un dolore simile. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre svolge il proprio lavoro”.

La tragedia accadde il 17 marzo 2024. Elvir stava tagliando dei tronchi che venivano poi agganciati a una teleferica per essere trasportati a valle. All’improvviso venne colpito dalla fune portante della teleferica, sganciatosi a seguito di un cedimento strutturale. Per lui, purtroppo, non ci fu nulla da fare e sul posto si portarono carabinieri e Spisal per avviare le indagini.

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi