San Pietro, la minoranza presenta il conto
SAN PIETRO
Non fa sconti alla maggioranza di San Pietro il capogruppo di minoranza in consiglio, Mirco Cesco Resia, nel suo bilancio sugli ultimi anni di amministrazione. Obiezioni formali e sostanziali quelle mosse che riguardano tanto il diritto all’informazione, alla partecipazione e all’accesso agli uffici del comune da parte delle minoranze quanto la gestione del territorio. Certo, la pandemia ci ha messo del suo, limitando l’accesso del pubblico persino ai consigli; ma, lamenta Cesco Resia, l’Amministrazione non avrebbe fornito alla minoranza neppure una casella mail per le comunicazioni, uno spazio dove incontrarsi e incontrare i cittadini.
Ma è sulla fontana di San Pietro che le minoranze iniziano a lamentare carenze nell’operato dell’Amministrazione: autentico simbolo del paese da circa un secolo, la fontana è stata danneggiata nel corso degli interventi di rimozione dei grandi accumuli di neve del 2021 e mai più ripristinata.
«Davanti a quella fontana sono trascorse le vite di tutti, anche i funerali ci passano dinanzi, è la “cara fontana” davanti a cui si facevano fotografare gli emigranti prima di partire», dice il capogruppo di minoranza, «e dopo un anno dai danni subiti è ancora in frantumi; e noi attendiam di vedere i preventivi dei lavori di sistemazione».
Altra richiesta è stata che l’Amministrazione attui verifiche delle residenze reali sul territorio: misura già attuata da altri comuni per adeguare il calcolo dell’IMU, limitando la pratica delle residenze fittizie o di convenienza. Richiesta a cui non sarebbe seguita risposta fattiva.
Situazione analoga per quanto riguarda la gestione del cimitero. «Le salme vengono prima tumulate nei loculi per poi essere rimosse e seppellite in terra», spiega Mirco Cesco Resia, «abbiamo sollevato il problema che, a nostro avviso, ha implicazioni anche sanitarie ricevendo dal comune una risposta insufficiente, considerata anche la disponibilità di mezzi meccanici comunali».
Neppure la tradizionale celebrazione della festa patronale di Santa Lucia è passata immune da osservazioni.
«A certe manifestazioni è stata data priorità, per Santa Lucia non si sono accese neppure le luci del palazzo comunale». Festeggiamenti sospesi causa pandemia; ma, ribadisce Mirco Cesco Resia, «c’è il rischio che, finita la cera, si spenga anche il lume della speranza nel nostro paese».
Un lume che, nell’analisi del capogruppo di minoranza, si sarebbe spento anche per quanto riguarda il campo sportivo in cui tanti compaesani avrebbero imparato a pattinare nei mesi invernali: caduto in disuso, non più manutenzionato, sarebbe vittima di degrado al punto da non vedere più svuotati neppure i cestini destinati a raccogliere le deiezioni dei cani.
«Recentemente il Comune si è dotato anche di un regolamento sul benessere degli animali. Credo che questa situazione non rispetti né il loro benessere né quello dei loro padroni», conclude Mirco Cesco Resia. —
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