Saldi, domani al via I negozianti sperano in maggiori entrate

BELLUNO
Tutto pronto per i saldi che partiranno domani in tutto il Veneto. E questa volta le aspettative sono molto alte visto che a Natale e Capodanno le vendite non sono state così incoraggianti come si credeva. Complice la crisi e la paura della gente a spendere. E perché no, in molti casi, anche dei prezzi elevati di alcuni prodotti che, nonostante proprio la crisi, non sono scesi per nulla.
«Ci aspettiamo di poter risollevare i guadagni tramite le vendite dei capi coi costi più elevati, come i capispalla, i giubbotti, visto che durante le festività sono andati per la maggiore capi a costo ridotto, di poco valore economico», sottolinea Vittorio Zampieri, presidente della Camera della moda bellunese. Che aggiunge: «Sicuramente anche il bombardamento mediatico a cui dobbiamo assistere da alcune settimane sulla crisi e sui costi della manovra del governo, ha contribuito a creare un clima di incertezza e di timore che spinge la gente a spendere sempre meno, o meglio a valutare con oculatezza come spende i propri soldi. Anche se poi ci si trova con dei paradossi come diceva nei giorni scorsi anche il presidente della Consulta Ascom per cui anche sull’alimentare si è vista una contrazione. Cosa che invece non dovrebbe avvenire in momenti di crisi quando, invece, si dovrebbe preferire tagliare su cose non di prima necessità».
Insomma, l’auspicio di tutti i commercianti è che le vendite vadano meglio degli altri anni, invertendo così una tendenza, andatasi riscontrando sempre di più nel tempo, che ha portato ad un calo dei guadagni anche durante il periodo dei saldi.
Di fronte a questa incertezza, i commercianti si dicono invece contenti della norma regionale che ha regolato le aperture festive dei negozi, partendo dalla liberalizzazione avviata dalla manovra del governo. «Siamo contenti che la Regione Veneto, per prima in Italia, abbia preso in mano la questione decidendo di definire a livello territoriale le giornate di apertura festiva, che ha fissato nel numero di 16 a cui si aggiungono le domeniche e le festività durante il mese di dicembre. A questo poi i vari Comuni potranno derogare, anche se a nostro parere 16 giornate sono più che sufficienti», sottolineano Luca Dal Poz, direttore dell’Ascom e Antonio Barp, vice presidente provinciale della Camera della moda.
Ma l’aspetto che tranquillizza di più i commercianti non è tanto quello dell’orario, ma il blocco, imposto da palazzo Balbi, alle nuove autorizzazioni per l’apertura di grandi strutture di vendita. «Praticamente fino al 30 dicembre 2012, non si potranno aprire altri centri commerciali, e questo sicuramente è un provvedimento che va nella direzione di salvaguardare i piccoli negozi dei nostri paesi», precisa Dal Poz. «E’ una decisione molto importante soprattutto per un territorio come quello bellunese», conclude Barp. (p.d.a.)
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