Ritorna la pala di Caupo dopo trent’anni di assenza

Oggi al museo civico di Feltre viene presentata l’opera di Lorenzo Luzzo che era stata ritirata dalla Sovrintendenza nel 1981 per essere restaurata

FELTRE. Dopo un’assenza lunga trent’anni, la “Pala di Caupo” torna a mostrarsi al museo civico.

A staccare l’opera di Lorenzo Luzzo dalla sua parete espositiva era stata la soprintendenza per i beni artistici e storici di Venezia, che nel 1981 aveva deciso di sottoporla a un intervento di restauro conservativo. Al termine dei lavori però, il dipinto non era più stato restituito. È servita un’ampia sinergia di forze, oltre alla determinazione di alcuni interlocutori, per garantire che la preziosa pala tornasse nella sala feltrina, dove aveva preso dimora nel 1928. L’opera cinquecentesca del “morto da Feltre” sarà presentata nelle sale di via Luzzo oggi pomeriggio alle 15.30, racchiusa nella cornice risalente agli anni ’20.

Nei tratti precisi e nei toni scuri di questo olio su tela emergono le figure laterali dei santi Vito e del precettore Modesto, che guardano la Madonna e il suo bambino, accomodati su una roccia. Sopra di loro, da un fascio di nubi, si affaccia il Redentore. A suscitare l’interesse della soprintendenza non era stata però la parte frontale della pittura, bensì quella retrostante. Su di essa infatti appaiono dei disegni in carboncino di un’altra Madonna con bambino, assieme a figure di donne nude. Proprio su queste sono stati fatti i lavori di restauro. La teoria prevalente vuole che questa sia la prima delle tre pale pervenute (di Villabruna, di santo Stefano e di Caupo). Ma lo studioso Sergio Claut la ritiene invece l’ultima delle tre. La pala era rimasta nella sua sede di destinazione, ovvero la piccola chiesa di Caupo, fino al 1910, anno in cui era stata trafugata. Recuperata due anni dopo, era stata depositata nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, per poi essere comprata dallo Stato nel 1926. Nel frattempo, il pittore veneziano Zaccaria Dal Bo aveva deciso di farne una copia da destinare alla chiesa d’origine. Il dipinto è tornato a Feltre nel 1927, appena in tempo per l’inaugurazione del museo civico, dove sarebbe stata collocata. E dove ora è tornata, dopo trent’anni, grazie all’intervento e alla perseveranza dei comuni di Feltre e Seren del Grappa, assieme a Cmf, Provincia e al parroco di Caupo. A siglare l’accordo ci sono le firme di Anna Maria Spiazzi, soprintendente reggente della soprintendenza speciale per il patrimonio storico e artistico, Matteo Ceriana, direttore delle Gallerie dell’Accademia, e di Giovanna Damiani, l’attuale soprintendente. Per dare la massima visibilità, la visita al museo del 18 marzo sarà gratuita.

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