Riqualificazione ex stazione: il consiglio ha sbloccato l’iter

La sola maggioranza approva la delibera dopo un’ora e più di accesa discussione L’opposizione attacca: «Una evidente mancanza di sensibilità democratica»

CORTINA

Approvati, nel corso di una seduta lunga e con toni anche accesi da parte della minoranza, importanti progetti per il futuro della Conca. Ieri in consiglio si è dibattuto per oltre un’ora per l’approvazione della delibera che sblocca l’iter di riqualificazione dell’ex stazione. I consiglieri di maggioranza, con il voto contrario della minoranza, hanno approvato la convezione tra Comune e Demanio che sblocca l’istanza di partenariato con la società Pool Engineering di Conegliano che ha presentato un progetto da 81 milioni .

Il disegno prevede la ristrutturazione dell’esistente, un park interrato da 615 posti, la nascita di 5 nuovi edifici con 3. 278 mq di residenziale e 2. 458 di commerciale. Il progetto viene portato avanti con la formula del progetto di finanza, ossia con capitale dei privati. Il tornaconto dei proponenti deriverà quindi dall’utilizzo di aree commerciali e residenziali che saranno realizzate e poi vendute o affittate; l’interesse pubblico deriva invece dal fatto che la società realizzerà i parcheggi interrati che diverranno comunali, tre sottopassaggi per raggiungere il centro dalla stazione, e poi riammodernerà gli edifici esistenti, tra i quali uno diverrà sede della Polizia, costruirà un nuovo stabile che diverrà sede di feste e dei gruppi musicali. La pratica, il cui interesse pubblico era stato approvato in consiglio nell’agosto 2018, era compromessa dall’atto di permuta del 1989 che venne fatto tra l’area dell’ex stazione e l’area Revisana per creare le caserme dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri. Nella permuta vi era un vincolo edificatorio ben preciso che obbligava il Comune a destinare le particelle in stazione a scopi di pubblica utilità. Così il Comune e il Demanio hanno definito che la particella diverrà sede del Commissariato garantendo la pubblica utilità dell’immobile. Punto che minoranza, Comitato Civico e Ascom avevano chiesto di ritirare.

«Come si suol dire, è stato preso un granchio», ha spiegato il sindaco Gianpietro Ghedina, «in quanto non si vota il progetto, il cui interesse pubblico è stato votato nel 2018; dopo un attento lavoro dell’assessore Gaffarini e degli uffici, con il Demanio e l’avvocatura di Stato, è stata solo sciolta la questione inerente il vincolo del 1989. Resta l’interesse pubblico in quanto l’immobile dello Skipass diviene sede del Commissariato».

E resta l’interesse privato, come ha spiegato Paola Canician della Pool Engeneriig, in quanto i metri quadri vengono spostati in un altro immobile. «La stazione necessita di una riqualificazione», è stato ribadito a più riprese, «e sono 30 anni che se ne parla. Oggi è il momento di andare avanti, di guardare ad un paese che cresce con una riqualificazione che avevamo inserito anche nel nostro programma elettorale».

Critico il capogruppo di minoranza Giorgio Da Rin.

«Questa forse è la giornata più nera della storia del consiglio comunale di Cortina», ha detto, «ci troviamo di fronte a un’evidente mancanza di sensibilità democratica e di una marea di bugie politiche dette dal gruppo di maggioranza. Per essere precisi, non tutto il gruppo, ma principalmente il sindaco e il super-assessore Gaffarini. I miei non sono banali interventi, ma vere e proprie denunce: perché ormai mi sembra che il dialogo politico non porti da nessuna parte, e quindi sono obbligato a parlare di vere denunce. La verità è che gli immobili residenziali resteranno invenduti e il commerciale presto si vuoterà perché è più appetibile Corso Italia». —

alessandra segafreddo

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