Ripristinato il bonus bebè ma i nati dovranno essere iscritti all’asilo comunale
SOVRAMONTE
Il bonus bebé riprende quota, sull’altopiano. Ma va riconosciuto alle famiglie di bambini che abbiano già compiuto i tre anni, a condizione che questi risultino iscritti alla scuola per l’infanzia di Sovramonte.
È una condizione posta dall’esecutivo Dalla Torre che per problemi di spesa corrente aveva sospeso (dopo sei anni) il premio nel 2016.
«Non possiamo permetterci di perdere le scuole, causa flessioni di iscritti», premette il sindaco Federico Dalla Torre. «Ogni nostra azione amministrativa è tesa al mantenimento della popolazione e al ripopolamento dell’altopiano con misure mirate. Così in passato si erogava il bonus incondizionatamente a ogni nuovo nato. Adesso invece è posto il vincolo sull’iscrizione, quindi il premio simbolico di 250 euro viene assegnato quando il bambino ha tre anni e risulta iscritto nel nostro asilo».
Stanno per essere erogati dunque tremila euro, distribuiti nominalmente ai bambini del 2017, e in questa somma sono ricompresi e “recuperati” indipendentemente dalla sede scolastica scelta, anche quelli del 2016, l’anno in cui il bonus era stato sospeso.
«In quelle due annate sono nati 17 bimbi a Sovramonte. L’annata più feconda dell’ultimo decennio è stato il 2014 quando si sono contati quindici fiocchi. Poi, fisiologicamente, si è scesi a nemmeno una decina all’anno. Gli sforzi dell’amministrazione sovramonitna sono tutti tesi a garantire i servizi essenziali alla popolazione che resiste. A partire appunto dalle scuole. “Fra le altre azioni”», conclude Dalla Torre, «c’è stata quella di sostenere l’eventualità della didattica a distanza. In settembre, quindi in tempi ancora non sospetti, abbiamo fatto e brigato con il Mepa per poter acquistare 24 computer portatili con programmi già montati, da dare in comodato a ciascuno studente delle scuole medie. Per questo abbiamo investito ventimila euro circa. Questo strumento è già a disposizione di chi ne farà richiesta». —
L.M.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








