Ragazzo morì sullo slittino, tutti condannati

Un anno e tre mesi ad un maestro di sci di Cortina e ai responsabili della pista altoatesina Croda Rossa

CORTINA. Tutti condannati ad un anno e tre mesi di reclusione per responsabilità colpose nella morte di un ragazzino di 14 anni, Romano Campiti, che si trovava in ferie nell’Ampezzano assieme alla famiglia.

È pesante la sentenza che ha chiuso il processo di primo grado per la disgrazia avvenuta quattro anni fa sulla pista da slittino nel comprensorio Monte Elmo- Croda Rossa in alta val Pusteria.

In sostanza il tribunale ha riconosciuto che non fu solo una questione di sfortuna o fatalità. Le condanne sono dimostrazione che quella tragedia avrebbe potuto essere evitata.

Sul banco degli imputati c’erano Alessio Talamini, 38 anni, maestro di sci di Cortina, Mark Winkler, 42 anni amministratore delegato della società Sextner Dolomiten Spa che gestisce gli impianti e il responsabile della sicurezza delle piste Rudolf Egartner.

La vittima (Romano Campiti di 14 anni) si schiantò a velocità sostenuta contro un albero posto sul bordo della pista che quel giorno (primo marzo 2012) era ghiacciata.

La vittima si trovava in vacanza assieme alla famiglia e fu il maestro di sci Alessio Talamini ad accompagnare alcuni allievi (tra cui Romano Campiti) per una giornata di sci e slittino sulle nevi dell'Alta Pusteria. All’insegnante la Procura ha contestato il mancato rispetto del «dovere di protezione degli allievi a lui affidati».

Il giorno della tragedia il ragazzino era stato affidato a lui dalla famiglia. Il gruppo di allievi del corso di sci decise di affrontare la discesa con lo slittino lungo la pista della Croda Rossa, nonostante fosse stato segnalato che il tracciato poteva risultare pericoloso in quanto in alcuni punti ghiacciato. E fu probabilmente proprio a seguito del ghiaccio che Romano Campiti ad un certo punto non riuscì più a controllare lo slittino, uscendo di pista in piena velocità, andando a schiantarsi contro un albero. Il ragazzino morì sul colpo.

Quando sul posto arrivarono i primi soccorritori il giovane era già deceduto. In sentenza il tribunale ha anche condannato gli imputati al pagamento di una provvisionale di 240 mila euro a titolo risarcitorio. In sostanza si tratta di un anticipo rispetto alla quantificazione completa del danno che sarà definito in sede civile.

In sentenza il giudice Michele Paparella ha escluso l’aggravante della «colpa cosciente» (cioè dell’evento prevedibile) che era stata contestata dalla Procura della Repubblica a Winkler ed Egartner (come responsabili dell’impianto) dato che appena dieci giorni prima (esattamente il 21 febbraio 2012) nello stesso punto un altro giovane slittinista di 11 anni era uscito di pista procurandosi gravi lesioni.

Per tutti gli imputati gli avvocati difensori avevano chiesto l’assoluzione, dunque è scontata l’impugnazione della sentenza in appello. In particolare l’avvocato Carlo Bertacchi (difensore dell’amministratore delegato della Sextner e del responsabile della sicurezza ) aveva sostenuto in arringa che dagli atti processuali non emergessero elementi in grado di indicare con certezza le cause dell’uscita di pista della vittima.

La mamma della vittima, Rossella Campiti (che ha seguito tutte le udienze del processo) si è detta soddisfatta per il fatto che Romano abbia avuto giustizia anche se sotto il profilo della quantificazione della pena ha detto di ritenere eccessivamente contenuta la condanna ad un anno e tre mesi di reclusione. «Di fronte alla tragedia che ha stroncato la vita di un ragazzo- ha detto - mi sembra una sentenza riduttiva ma è positivo che sia stato finalmente sentenziato da un giudice che quella pista è altamente pericolosa e che dovrebbe essere messa totalmente in sicurezza».

Mario Bertoldi

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