«Queste critiche fanno solo sorridere»
AURONZO. «Fa sorridere sentire i colleghi della minoranza ricordare, quasi con nostalgia, gli anni '50 e le scelte che vennero fatte in quei tempi. Io allora non ero ancora nato», commenta Dario Vecellio Galeno, assessore al Bilancio di Auronzo, «però mi sembra che in quegli anni Sesto fosse un comune agricolo della Pusteria, senza alcuna stazione sciistica. Ed impianti non c'erano nemmeno a Padola. Con chi ci si sarebbero dovuti collegare?». Ed agli ambientalisti di Cipra, ed in particolare al suo portavoce Luigi Casanova, replica: «Non lo conosco personalmente, ma non mi pare abiti ad Auronzo, né in Comelico. Singolare che voglia essere proprio lui a decidere il nostro destino, parlando dei nostri come di “ambienti che ancora riescono a diffondere emozioni”. Con le emozioni oggi non si vive, purtroppo; ci piacerebbe invece che gli ambientalisti proponessero un concreto programma economico per la sopravvivenza della montagna, realizzabile. Altrimenti è il loro che resta un vero e proprio libro dei sogni».
Ma torniamo all'opposizione. Walter Antoniol e Tatiana Pais Becher, ex sindaco ed ex assessore, lamentano che il vostro progetto di collegamento sciistico Auronzo-Comelico sia vecchio di oltre 60 anni; improponibile perché concepisce piste al sole ed a bassa quota, peraltro non previste dal piano neve regionale; che ci guadagnerebbe solo l'Alto Adige; che non li avete nemmeno invitati alla presentazione; che avete speso 40.000 euro per il progetto e volete spendere 50 milioni per la sua realizzazione. Perplessità, dicono, condivise da buona parte del paese.
«Andiamo con ordine», replica Dario Vecellio Galeno, «non so cosa abbiamo percepito in paese, perché a noi sono arrivati invece solo giudizi positivi ed interessate richieste di approfondimento. Quasi tutti hanno a cuore il futuro di Auronzo e sono anche consapevoli che oggi chi si ferma va indietro. Ai colleghi dell'opposizione, che amano la storia, mi piace ricordare cosa avvenne in Germania ai traghettatori sul Reno, che si opponevano allora alla costruzione del ponte ferroviario, arrivando perfino a boicottarne nottetempo i lavori: mantennero l’occupazione solo quelli che seppero trasformarsi in macchinisti ed accettare il progresso. Che, lo si voglia o no, non si ferma».
E sui costi?
«Il progetto è Interreg, totalmente finanziato con fondi Gal, il Comune non ha speso un centesimo. Sui costi dell'impianto andranno verificate ovviamente le fonti di finanziamento, ad iniziare dagli ex-Brancher».
Perché non avete invitato l'opposizione alla presentazione?
«Non si è trattato di una presentazione pubblica, ma di un incontro tecnico fra i soggetti promotori del progetto. Che verrà ovviamente presentato pubblicamente entro marzo ed illustrato in ogni dettaglio. Qui si tratta del futuro di Auronzo, anzi di tutto il Cadore, ne siamo ben consapevoli e vogliamo il dibattito più ampio».
Progetto già bocciato negli anni '50...
«Allora si andava ancora in bicicletta, oggi il mondo corre veloce. Mi pare una considerazione francamente risibile».
Secondo l'opposizione avreste snobbato gli stessi impianti di monte Agudo.
«Affermazione assurda. I nostri impianti non solo sono al centro del progetto, ma stiamo investendo per aggiornarli. E non dimentichiamo nemmeno Misurina, su cui abbiamo progetti chiari».
E sul fatto che fareste solo gli interessi della Pusteria?
«Siamo orgogliosi che una società come la Sextner Dolomiten, che ha investito molto, con grande coraggio e bene, ci abbia ritenuti interlocutori credibili per un simile progetto, di cui stiamo discutendo sia con Comelico Superiore e sia con Sillian in Austria. L'attuale minoranza ha governato 20 anni e non ci ha lasciato in eredità alcun progetto fattibile. Noi in un anno abbiamo messo sul tappeto un ambizioso e concreto programma di rilancio di cui Auronzo ha assolutamente bisogno».
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