Prima Comunione fuori dagli schemi grazie a don Fabio

SAN NICOLO’ COMELICO. I giovani della parrocchia di San Nicolò Comelico che hanno ricevuto il sacramento della prima comunione domenica scorsa non dimenticheranno mai la cerimonia celebrata da don Fabio Fiori. Un rito insolito e molto partecipato, non solo per il trasferimento a Costa per motivi di sicurezza legati ai problemi architettonici della chiesa parrocchiale, ma anche e soprattutto per il suo profondo significato simbolico. Complice il segreto che aveva circondato i preparativi, la cerimonia era molto attesa dalla comunità, che aveva sentito già parlare di analoghe trovate di don Fiori a Danta, e che dunque attendeva la giornata con trepidazione.
I bambini, rilassati e pronti a ricevere il sacramento grazie alla preparazione con la catechista Vilma Bernardi, nell’ora precedente il rito sono stati accolti dal parroco e dai chierichetti al palazzo della Regola di Costa. Da qui, hanno raggiunto in processione la chiesa, con una rosa bianca in mano destra e la sinistra sul cuore. Consegnata la rosa alla catechista e saliti sull’altare, sono stati protagonisti della rappresentazione della vita.
Mentre alcuni tagliavano i rami secchi di una pianta posizionata davanti all’altare per permettere la crescita di fiori e nuovi rami, altri vi ponevano i fiori, assistiti dal parroco e dalla maestra Reginetta.
La cerimonia è proseguita con la posa sull’altare di alcune lanterne a petrolio, simbolo della luce, e degli attrezzi legati alla produzione di altri due importanti simboli religiosi: il pane e il vino. Accompagnati dal coro parrocchiale, i bambini hanno dimostrato come si producono, portando sull’altare il tino con l’uva fresca, la botte e la damigiana, il falcetto, la gerla con le spighe, il setaccio, la farina e l’acqua; ma anche la pala del fornaio, necessaria per preparare il pane.
Ma a sorprendere genitori e parenti è stata l’entrata di quattro bambini con una forma di pane lunga oltre due metri, prodotta e donata dal panificio De Martin di Padola.
Finita la messa, dopo le foto ricordo, la festa si è spostata al palazzo della Regola per il rinfresco; lì la comunità ha espresso la propria gratitudine a don Fiori per il modo in cui ha celebrato il tradizionale rito: “O Pree, quanto begn che tas fatto par duce nei, dsiguro n’desmantiaron mai, grazie de duto cuor, cal signor te tegna sempro sotte la so protezion”.
Elisa Di Benedetto
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