Premio Ana Cadore a Meneghin e alla Dba

Pieve. I riconoscimenti consegnati in Magnifica sotto gli occhi del presidente nazionale Favaro

PIEVE DI CADORE. Consegnati ieri in Magnifica i “Riconoscimento di merito” Ana Cadore 2016. I prescelti sono stati la DBA Group dei fratelli Stefano, Francesco, Raffaele e Daniele De Bettin di Santo Stefano e il dirigente sportivo ed ex giocatore della nazionale di basket, Dino Meneghin.

Ai premiati sono state consegnate delle artistiche medaglie coniate appositamente e un’artistica pergamena opera di Floriano Cian. «Questo riconoscimento», ha spiegato il moderatore, Livio Olivotto, «nato da una idea del giornalista Guido Buzzo, non ha una cadenza regolare, ma viene assegnato solo quando l’apposita commissione riscontra sul territorio la presenza di persone meritevoli di ottenerlo».

La consegna è avvenuta in una sala stipata di alpini, famigliari dei premiati con molto pubblico e ... tutta rossa: «Nessuna connotazione politica», ha spiegato il presidente Antonio Cason, «abbiamo solo voluto che le maglie della sezione fossero rosse per ricordare il colore della nappina del Battaglione Cadore». Cason ha anche ricordato la figura di Pierluigi Bergamo, scomparso un anno fa. L’apertura della cerimonia è stata del padrone di casa: «Trovo che il premio ANA Cadore», ha affermato Renzo Bortolot, presidente della Magnifica, «sia una cosa singolare in quanto sono gli alpini a consegnare i premi, quando invece dovrebbero essere loro i premiati per quello che fanno ogni giorno in favore delle comunità. Siamo comunque contenti che abbiano scelto questa sede per farlo».

Il primo ad essere premiato è stato Dino Meneghin. Prima della consegna del riconoscimento il giornalista Maffei, che lo ha seguito per molti anni, ne ha tratteggiato, anche con l’aiuto di un filmato, l’avventura sportiva (durata 28 anni) e umana. Ne è uscita una immagine eccezionale. Dopo una breve sosta musicale, è stata effettuata la premiazione della DBA Group dei fratelli De Bettin di Santo Stefano, presentati dall’imprenditore Giulio Gaio e dal giornalista Stefano Vietina. La loro storia è un esempio di caparbietà e di capacità imprenditoriale: un’azienda nata nel piccolo paese di Costalissoio nel 1991 e che, grazie alla caparbietà dei quattro fratelli e alla dirittura morale insegnata loro dai genitori, ha saputo svilupparsi e diffondersi anche all’estero. Oggi conta oltre 430 dipendenti, dei quali 23 sono cadorini. «Una vicenda», ha commentato Gaio, «che poteva nascere solo in un paese come Costalissoio». L’ultimo intervento è stato del presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favaro, che ha fatto presente che ieri nel paese terremotato di Arquata a soccorrere la popolazione erano rimasti «solo i nostri volontari».

Vittore Doro

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi