Poste, servizio a rischio: sciopero

Domani precettati gli uffici di Belluno, Agordo, Feltre, Pieve di Cadore, Cortina

BELLUNO. Tutto pronto per lo sciopero nazionale unitario di domani degli uffici postali. E l’adesione, a detta dei sindacati di categoria Slp Cisl, Slc Cgil, Failp Cisal, Confasal.com e Ugl-com, sarà molto elevata.

Gli sportelli potrebbero essere chiusi, mentre resteranno aperti con orario normale, per precettazione del personale, quelli di Belluno Castello, Pieve di Cadore, Agordo, Feltre e Cortina. Qui, se ci saranno degli addetti scioperanti, saranno accolte ma non spedite le raccomandate, mentre saranno inoltrati i telegrammi. Tutte le altre operazioni non potranno essere eseguite.

«Dobbiamo difendere il servizio che in questo territorio rappresenta un importante supporto sociale», dicono Francesco Riva della Slp Cisl e Loredana Vian della Slc Cgil bellunesi. «Il sistema di recapito a giorni alterni non sta funzionando, malgrado sia partito ormai da diversi mesi nel Bellunese e benché l’Unione europea preveda che la corrispondenza sia recapitata cinque giorni a settimana». «Le giacenze sono molto elevate», precisa Riva, «ci sono dalle 4 alle 5 cassette di posta rimasta per ogni ufficio, al giorno, il che significa che si accumula ritardo su ritardo nella consegna. Inoltre adesso ci troviamo nel periodo clou con l’avvicinarsi delle festività natalizie, periodo che proseguirà fino a febbraio. Quindi ci troveremo in condizioni di grave criticità con l’inevitabile abbassamento della qualità del servizio».

«Il problema è anche un altro», aggiunge Vian. «Consideriamo che c’è la ferma volontà da parte del governo di privatizzare Poste Italiane e questo non farà altro che mettere a rischio la garanzia alla cittadinanza e alla sue fasce sociali più deboli di un servizio essenziale. E questo potrebbe trasformarsi, per la provincia, anche in un’eventuale chiusura di altri uffici, quelli che i nuovi azionisti di maggioranza riterranno antieconomici. In forse potrebbero finire anche i posti di lavoro all’interno di Poste Italiane. E questo non lo possiamo accettare».

Per i segretari locali di Slp Cisl e Slc Cgil «in gioco ci sono la tenuta degli sportelli, del recapito e il possibile abbandono del territorio. Infatti, mentre il management di Poste in questi giorni è impegnato in ulteriori acquisizioni societarie nel campo finanziario, la concorrenza continuare ad erodere fette di mercato al suo core business tradizionale, vedi i competitors privati con il ritiro delle spedizioni nelle edicole e l’accordo sul pagamento delle bollette nelle farmacie. Uno scenario che comporterà un’ulteriore chiusura di uffici postali con un impatto negativo sulle comunità locali e in una riduzione dei posti di lavoro».

Per questo domani ci sarà una manifestazione a Mestre davanti all’ufficio centrale regionale della società e una direttamente a Roma. Dal Bellunese partiranno almeno una trentina di dipendenti in direzione Venezia.

Paola Dall’Anese

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