Portabandiera ai Giochi del 2026 Il sindaco Ghedina tira già la volata
LA PIAZZA
In tanti sono saliti sul palco ieri sera in piazza Dibona per complimentarsi con la neo campionessa, chiamati dallo speaker Antonio Colli. Stefania non ha mai smesso di sorridere, guardando la gente, le immagini dei video realizzati da Alessandro Manaigo che hanno ripercorso la sua storia e quella del curling a Cortina. Sono stati ricordati i pionieri Franco Zumofen e Ivo Lorenzi. È stata ricordata la fatica di allenarsi a Cortina, soprattutto dopo il crollo del tetto del centro curling in stazione nel 2014. È stata Nadia Bortot della Fisg Veneto a strappare la promessa al sindaco Gianpietro Ghedina che il nuovo centro curling sarà realizzato. «Grazie, grazie, grazie»: indossando la fascia tricolore, il primo cittadino ha ripeto più volte a Stefania il grazie da parte di tutta la comunità e non solo. «Questo è un sogno che si realizza», ha ammesso emozionato Ghedina, «un oro olimpico, vinto per la prima volta da una donna ampezzana. Una medaglia a cinque cerchi che torna nel nostro paese dopo 54 anni dalla vittoria di Eugenio Monti a Grenoble. Il nostro augurio è che si possa bissare il successo alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e che magari la nostra Stefania possa essere portabandiera a Milano nella cerimonia di apertura».
Tanti i premi consegnati a Stefania, dal Comune, dagli Azzurri d’Italia, dal Soroptimist club. Tanti i messaggi delle amiche, degli amici che hanno condiviso la scuola e lo sport con la campionessa. Sul palco anche gli atleti del curling che hanno partecipato ai Giochi di Torino 2006 e gli allenatori di oggi che portano avanti con passione la pratica di questo sport. «È un risultato sportivo storico che non potrà mai essere superato da nessuno», ha detto Alessandro Zisa, primo allenatore di Stefania, del Curling Club Dolomiti, «forse eguagliato ma superato mai. Undici partite, 11 vittorie alle Olimpiadi non era mai capitato».
«Da quando Stefania ha vinto l’oro», ha detto Adriano Lorenzi del Curling Club Cortina, «c’è un’Italia di commissari tecnici e voglia di curling. Mi chiamano da ogni dove per provare a giocare. Stefania ha dimostrato che il curling è uno sport, fatto di fatica e concentrazione».
E mentre le immagini scorrono sullo schermo alle spalle della Constantini, sotto il palco è tutto un susseguirsi di applausi e mormorii di ammirazione. Si vede per un attimo anche don Ivano, che il giorno della vittoria ha suonato le campane a festa e che ha voluto anche lui una foto ricordo con la campionessa.
«È più difficile stare qui senza piangere che tirare l’ultima stone». Commossa, Stefania, quando è salita sul palco. Comprende che è ora l’esempio per tanti bambini che vedono in lei una giovane che da piccola aveva un sogno: andare alle Olimpiadi. Ce l’ha fatta, con impegno, concentrazione, allenamento e sacrificio; e ha anche vinto l’oro. Arrivata con la Polizia, corpo di cui fa parte, sulle note della banda musicale nella quale suonava il flauto da bambina, con i piccoli dei Sestieri, Stefania è stata accolta come merita una campionessa olimpica, la prima donna ampezzana a vincere una medaglia olimpica. «Non me l’aspettavo», ha detto dal palco di piazza Angelo Dibona, «voglio ringraziare tutti. È un sogno pazzesco. Non mi sarei mai immaginata di tornare con questa medaglia. Un’emozione indescrivibile. Ogni volta che riguardo le immagini non ci credo. Devo ancora realizzare che ho vinto l’oro olimpico. Prima di partire guardavo la finale di Pyeongchang tra Canada e Svizzera e mi dicevo “che grande emozione deve essere arrivare in finale”. E poi l’ho fatto e l’ho vinta. È stupendo. Bisogna crederci fino alla fine e dare il 100%». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








