«Politiche per la famiglia carenti»

Rudy Roffarè (Cisl): «Nel nord Europa ci sono più servizi e più bebè»

BELLUNO. Lavori precari, redditi bassi, la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro. Anche la crisi incide sulla natalità. Molte donne scelgono di rinunciare alla maternità anche a causa di politiche per la famiglia che non vanno incontro alle reali esigenze delle coppie con figli, oltre che per la difficoltà di raggiungere una stabilità reddituale che consenta di pensare di metter su famiglia.

«Nei paesi in cui c’è piena occupazione, come quelli del Nord Europa, c’è una percentuale di nascite più alta rispetto all’Italia», evidenzia il segretario della Cisl Belluno-Treviso Rudy Roffarè. «Qui mancano servizi per la famiglia, di conseguenza calano le nascite. Inoltre senza un lavoro e un reddito stabile ci si pensa prima di fare una famiglia. Non è un caso che con l’inizio della crisi siano diminuite le nascite».

La variabile del lavoro pesa molto anche sullo spopolamento del Bellunese: «Nascono pochi bambini anche perché i giovani se ne vanno dalla provincia. È necessaria una strategia per mantenere la gente in montagna, per fare in modo che le giovani coppie decidano di vivere in questa provincia».

Lavoro, politiche di welfare familiare, incentivi. Sono questi i tre segmenti sui quali bisogna intervenire per evitare che quel trend iniziato nel 2008 non degeneri depauperando in maniera irrecuperabile la provincia di Belluno. «Pensiamo al sistema scolastico. Mancano asili, strutture per l’infanzia, e dove ci sono le rette sono elevate», prosegue Roffarè. «Qui si fa fatica anche a trovare una baby sitter, e non ci sono quei sistemi come l’asilo diffuso presenti in altre realtà».

Altro aspetto, ma parte anch’esso del problema, è la difficoltà che incontrano molte donne con figli nel mercato del lavoro. «Viviamo in un mondo in cui le pari opportunità non ci sono», conclude Roffarè. «Le donne non hanno le stesse opportunità lavorative degli uomini. Se il papà prende un’aspettativa non retribuita per la cura del figlio viene irriso, perché alla famiglia deve badare la donna. Non voglio generalizzare ma il problema esiste». Ed è culturale, figlio di un retaggio del passato difficile da sradicare. «Sono stati fatti progressi, ma siamo lontani dal risolvere questo problema delle pari opportunità». (a.f.)

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