Pista da bob, ecco il contratto Vua: Fondazione deve sistemare i danni

Gli accordi firmati tra Comune e Mico mettono con le spalle al muro il comitato organizzatore

 

 

 

Alessandro Michielli
Il contratto Vua
Il contratto Vua

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Il contratto per l’utilizzo della pista da bob durante i Giochi, Venue user agreement (Vua), parla chiaro: è Fondazione Milano Cortina a dover sistemare i danni alla pista. Il Comune di Cortina, allo stesso tempo, deve fare da garante nel rispetto degli accordi sanciti con il comitato organizzatore. E se qualcuno dovesse sostenere che lo Sliding centre presentava dei danneggiamenti pregressi, questo non sarà un problema di Simico: infatti, nel momento in cui Fondazione ha ricevuto l’impianto, firmando un verbale di consegna e garantendo il ripristino della condizione originale della venue alla fine dell’evento, Mico ha assunto la sua custodia accettando lo stato della pista.

L’uso esclusivo dell’impianto

Durante i Giochi, la Fondazione ha gestito in esclusiva lo Sliding centre, come descritto nel contratto: «Si intende il periodo durante il quale la Fondazione ha avuto diritto di uso esclusivo dell’intera venue (diritto unico, esclusivo e irrevocabile di accesso, occupazione, uso e controllo della venue come meglio descritto nel contratto Vua). Tale periodo termina il giorno in cui cesserà l’uso esclusivo in una qualsiasi area indicata nell’allegato 6 (una piantina, ndr)».

La riconsegna

Il contratto Vua, all’articolo 19, specifica poi i dettagli di smontaggio e riconsegna della pista: «Entro ciascuna data di riconsegna – intendendosi per “data di riconsegna” la riconsegna di ciascuna porzione di venue mediante la sottoscrizione di apposito verbale di riconsegna parziale –, la Fondazione si impegna a provvedere alla rimozione di qualsivoglia infrastruttura temporanea realizzata nella venue da Mico al fine di ripristinare l’area secondo le condizioni descritte all’interno di ciascun verbale di riconsegna parziale. Alla data di riconsegna dell’ultima porzione di venue, le parti sottoscriveranno un verbale di riconsegna finale della pista da bob».

Ripristino delle condizioni originali

«Il ripristino della condizione originale», si legge nel Vua, «sarà perfezionato dalla Fondazione nelle modalità e nei tempi descritti nell’1.a. allegato 6».

L’ispezione del Comune

«Alla data di riconsegna di ciascuna porzione della venue, subordinatamente al ripristino della condizione originale da parte della Fondazione, il Comune condurrà, di concerto con un rappresentante della Fondazione, un’ispezione della porzione della venue riconsegnata al fine di verificare il corretto ripristino della condizione originale e, in particolare, escludere la presenza di qualsiasi tipo di nuovo danno, in particolare di natura ambientale».

«Terminata l’ispezione», prosegue l’articolo 19 del Vua, «il Comune dovrà notificare alla Fondazione il mancato corretto ripristino della condizione originale, con l’indicazione degli ulteriori adempimenti ritenuti necessari per il suo completamento, ovvero il corretto ripristino della condizione originale. La mancata notifica da parte del Comune dovrà intendersi come corretto ripristino della condizione originale».

Lavori incompleti

Andando oltre il contratto Vua, oggi è evidente a tutti che lo Sliding centre non è ancora stato riportato alle condizioni originali di consegna. Senza entrare nel dettaglio, basta osservare il tetto dell’area di partenza con i paraneve per aria, danneggiato a causa delle nevicate cadute durante le gare dei Giochi olimpici. Quindi durante la gestione di Mico.

L’assicurazione Aon pagherà?

A garanzia dell’impegno di ripristino della venue assunto dalla Fondazione ai sensi dell’articolo 19, «la Fondazione dichiara e garantisce di essere in possesso delle coperture assicurative di cui all’allegato 13 (certificato di assicurazione con il Gruppo Aon), idonee a coprire anche il rischio oggetto della presente clausola contrattuale». Una possibilità, quella di attivare l’assicurazione, di cui aveva parlato anche il vicepremier Matteo Salvini durante il question time in Parlamento. Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: il gruppo Aon accetterà di pagare tutti questi danni? Intanto a Cadelverzo il cantiere è fermo da oltre un mese.

 

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