Piscitelli partecipò alla rissa di Auronzo

auronzo. Ai raduni della Lazio ad Auronzo c’era salito anche lui, Fabrizio Piscitelli, il capo ultrà ammazzato l’altro giorno a Roma con un colpo di pistola alla nuca al Parco degli Acquedotti.
Una presenza rumorosa la sua nella val D’Ansiei, al seguito dei ritiri, insieme con altri tifosi, della squadra dell’aquila Olimpia: in mezzo alla rissa del 28 luglio 2018, prima della partita Lazio - Spal, c’era anche lui, ricevendo un Daspo da parte della polizia. Era finito sotto inchiesta per quei fatti insieme ad altri tifosi facinorosi che avevano dato vita a disordini all’Ottavo Nano nei quali rimase ferito un carabiniere. Piscitelli per cinque anni non avrebbe potuto frequentare gli stadi in cui si tengono eventi sportivi e, con il foglio di via del questore Lucio Aprile, non avrebbe più potuto presentarsi ad Auronzo.
Le indagini della polizia di Belluno avevano verificato il coinvolgimento di più di trenta persone in quella rissa. E non fu l’unico episodio. —
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